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Aforismi e frasi celebri di Indro Montanelli

Raccolta di citazioni, aforismi, massime e frasi celebri di: Indro Montanelli

aforismiAnche noi italiani dobbiamo qualcosa a Elvis Presley: quella di offrirci una delle rare occasioni in cui preferiamo essere italiani piuttosto che americani.

Che Craxi sia uomo di grandi capacita' e ambizioni, lo si sapeva. Che sia anche uomo di grande coraggio, lo si e' visto ieri, quando pronunciava alla Camera il suo discorso di replica. Per due volte si e' interrotto alla ricerca di un bicchier d'acqua. Per due volte Andreotti glielo ha riempito o porto. E per due volte lui lo ha bevuto.

Come dissi scherzando a Nilde Iotti quando venne a trovarmi al Giornale, tenevo una vecchia icona di Stalin perché e' il comunista che ammiro di piu': quello che ha fatto fuori piu' comunisti.

Dall'indagine svolta da uno dei piu' seri istituti di ricerche demografiche, lo svizzero Scope, risulta che la professione piu' ammirata e rispettata, nel mondo, e' quella dei medici. I giornalisti sono al penultimo posto. Ce ne sentiremmo profondamente avviliti se all'ultimo non vedessimo catalogati gli editori.

Fra gli annunci economici di Lotta Continua, ne e' comparso uno che dice: «Compero a L.100.000 una tesi di laurea, anche già presentata, purché tratti un argomento attinente all'Inghilterra, o alla lingua, storia, letteratura inglese. Meglio se con una impostazione femminista». Curioso. Questi grandi rivoluzionari, che dicono di battersi per costruire una società nuova di zecca, quando si tratta di lauree, si contentano anche di quelle usate e di seconda mano.

I nostri uomini politici non fanno che chiederci a ogni scadenza di legislatura un atto di fiducia. Ma qui la fiducia non basta: ci vuole l'atto di fede.

Ieri Fortebraccio, dalle colonne dell'Unità, ha invocato per noi, previa qualche iniezione, il ricovero immediato, e a titolo definitivo, in manicomio. La cosa non ci stupisce: sappiamo benissimo che di manicomi e di iniezioni nessuno s' intende piu' dei comunisti: chi c'e' passato giura che ci hanno fatto una mano da maestri. Ci stupisce pero' che Fortebraccio lo abbia implicitamente - e un po' anzitempo - riconosciuto. Forse gli e' scappata. Alla sua età, succede.

Il bello dei politologi e' che, quando rispondono, uno non capisce piu' cosa gli aveva domandato.

Il sapere e la ragione parlano, l'ignoranza e il torto urlano.

In Italia a fare la dittatura non e' tanto il dittatore, quanto la paura degli italiani e una certa smania di avere un padrone da servire. Lo diceva Mussolini: "Come si fa a non diventare padroni di un paese di servitori?"

In una conferenza stampa a Nuova Delhi, Henry Kissinger ha dichiarato che verrà a Roma e andrà a pranzo dal presidente Leone, ma non parlerà di politica perché quella italiana e', per lui, troppo difficile da capire. e' la prima volta che Kissinger riconosce i limiti della propria intelligenza. Ma vogliamo rassicurarlo. A non capire la politica italiana ci sono anche cinquantacinque milioni di italiani, compresi coloro che la fanno.

In un'intervista alla Stampa, Giorgio Bocca ha detto che io sono un bravissimo giornalista che non capisce nulla di politica. Bocca non mi delude mai: riesce sempre a dire di me quello che io penso di lui.

Io continuo a professarmi uomo di destra: ma la mia destra non ha niente a che fare con quella "patacca" di destra che ci governa.

La servitu', in molti casi, non e' una violenza dei padroni, ma una tentazione dei servi.

La tv all'assalto di una delle ultime roccheforti dei quotidiani, i necrologi. Un'emittente bergamasca, TeleClusone, a mezzogiorno, al termine del telegiornale, trasmette annunci funebri. Ora si sta scegliendo il titolo: "Ci Guardano Da Lassú", oppure "Ci Hanno Preceduto". Ne suggeriamo un terzo: "Cerchiamo Di Non Seguirli."

La virtu' femminile e' un'invenzione dell'uomo.

La vita e' come il pane: col trascorrere del tempo diventa piu' dura, ma quanto meno ne resta tanto piu' la si apprezza.

Lei ha semplicemente scoperto una delle eterne regole italiane: nel settore pubblico tutto e' difficile; la buona volontà e' sgradita; la correttezza sospetta.

Non sempre, per redigere questa piccola rubrica, occorre forzare la fantasia. Qualche volta basta lasciare la parola alle agenzie di stampa ufficiali. Eccone un caso. L'agenzia Adn Kronos comunica: «Due giorni di sciopero sono stati dichiarati dai sindacati postelegrafonici milanesi per il 28 gennaio e per il 6 febbraio per protesta contro gli scioperi e i disservizi».

Sulle donne s'e' detto di tutto, anche troppo. Eppure un manuale appena pubblicato suggerisce un approccio diverso, come si evince fin troppo bene dal titolo: "Della donna non si butta via niente. Con 21 ricette per cucinarla". Un'idea originale, non v'e' dubbio. Peccato che il problema, con le donne, non sia cucinarle. Ma digerirle.


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