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Antropologia, nascita e caratteristiche

L’antropologia (da àntropos “uomo” e lògos “studio”) è la scienza che studia l’uomo dal punto di vista sociale, culturale e fisico. Nella tradizione italiana si divide in:

• l’antropologia fisica (o “biologica”), che studia l’evoluzione e le caratteristiche fisiche degli esseri umani, la genetica delle popolazioni e le basi biologiche dei comportamenti);

• le discipline demo-etnoantropologiche, studiano l’interazione dell’uomo nella società, quindi: rapporti sociali, comportamenti, usi e costumi, leggi e istituzioni politiche, religione e credenze.

Antropologia Culturale

Si basa sullo studio olistico dell’umanità: studia l’uomo nella sua globalità (sul piano biopsicosociale) e sul confronto fra gruppi umani. Questa ha sviluppato la cultura come oggetto di studio scientifico. Il fondatore è L.H.Morgan che studiò la famiglia e la sua evoluzione nella storia e fu il primo a studiare gli indiani Irochesi.

Concetti base

Si basa sulla contrapposizione tra natura e cultura. Secondo tale ipotesi, alcuni gruppi umani sarebbero vissuti in uno “stato naturale” (tutto viene dalla natura). Gli antropologi ritengono che la cultura fa parte della natura umana e viene appresa, perciò le persone avranno culture diverse perché vivono in luoghi differenti. L’antropologia ha segnato i grandi cambiamenti che hanno distinto i rapporti tra paesi e culture. Evidenzia il diverso tipo di approccio che i paesi del mondo globale hanno instaurato tra loro, pur mantenendo la specificità culturale.

Polisemia del concetto di cultura

Secondo Edward Tylor la cultura è “..quell’insieme complesso che comprende conoscenze, credenze, arte, morale, diritto, costume e qualsiasi altra capacità e abitudine acquisita dall’uomo in quanto membro di una società”. Dato che la globalizzazione ha coinvolto anche i modelli culturali, Tylor ha ridefinito il concetto di cultura racchiudendo in un ambito unitario e ben distinto tutte le attività e i modi di pensare di un gruppo sociale. Inoltre sosteneva che la cultura occidentale poteva assumere il ruolo di cultura generale. Poi si passò dal concetto di una cultura a quello di più culture. Si dava maggiore importanza sulla molteplicità di culture proprio per sottolineare le differenze tra queste. Oggi l’antropologia studia le differenze culturali. Con la globalizzazione non si può più pensare all’esistenza di culture chiuse e isolate. Le culture non sono più forme statiche ma dinamiche e processuali in continuo scambio tra loro: sono culture ibride. Oggi il concetto di cultura viene usato dall’antropologia per riconoscere le differenze culturali. Possiamo dire che attualmente l’antropologia culturale studia l’umanità rappresentata secondo le differenze e le similitudini tra persone (culture) per arrivare ad una concezione integrata dell’uomo.

Scuole e correnti antropologiche del passato

Ci sono stati modi diversi di concepire e di relazionarsi alle diverse culture esistenti .

Evoluzionismo

• Secondo la teoria evoluzionistica, proposta da C. Darwin, alcune popolazioni hanno maggiori capacità di adattamento che permettono loro di sopravvivere. La differenza tra le popolazioni occidentali (Europa e Usa) e le altre (africane, australiane, ecc.) dipendeva dal grado di civiltà: si parlava di popoli civili e non .

• Per queste popolazioni considerate arretrate fu coniato il termine di primitivi, cioè di inferiori. Erano inferiori dal punto di vista naturale(Darwin), economico (Marx), religioso (Frazer) o tecnologico (Morgan). Le varie società si distinguevano tra loro in base al grado di civiltà acquisita: si riconoscevano una fase selvaggia, una barbara e una civile.

• I rappresentanti più autorevoli dell’evoluzionismo sono Tylor, Frazer e Morgan. L’Evoluzionismo, incentrandosi sulle idee di sviluppo e progresso, giustificava il colonialismo.

Diffusionismo

Ci si rese conto che tratti culturali uguali erano presenti in culture diverse .I diffusionisti ritenevano che tratti culturali, originati in alcuni luoghi, si fossero estesi in altri luoghi e volevano rilevare il loro luogo d’origine. Questi ritenevano che i tratti culturali si sono diffusi lungo la linea spaziale degli insediamenti umani. Il diffusionismo comprende tre scuole:

• La scuola britannica (Smith, Perry);
• La scuola austro-tedesca (Graebner, Schmidt);
• La scuola americana (Boas, Kroeber, Sapir, Kluckhohn).

Il massimo rappresentante della scuola americana è Boas. Egli sviluppa una concezione pluralistica della cultura e della sua storia e introduce il concetto di relativismo culturale, che riconosce pari dignità e valore a tutte le culture e ha messo in discussione l’uso della cultura occidentale come unità di misura. Sempre la scuola americana sviluppa la corrente della cultura e personalità per la quale la cultura è un insieme di comportamenti che sono stati appresi e trasmessi con l’educazione, con l’imitazione e con alcune forme di condizionamento.
In Francia invece l’Antropologia si studia insieme alla sociologia e alla filosofia. E.Durkheim, considera come“nucleo dei sistemi naturali”
non l’individuo ma la società. Durkheim individua i concetti sacrali di mana, che indica la forza, di totem, che rappresenta il clan come qualcosa di sacro, e di tabù, che segnala ciò che non si deve fare: tutti e tre costituiscono la base delle regole sociali. I riti sacri e le tradizioni legate ad essi sono le forme di coesione sociale, la religione rappresenta il modo con cui la società pensa se stessa.

Funzionalismo

Si diffuse in Gran Bretagna e massimo esponente fu B.Malinowski e sottolineava l’importanza che i fatti hanno nella società e se soddisfavano i bisogni dei singoli individui. I bisogni sono distinti in: fondamentali (che riguardano la riproduzione, la sicurezza, la salute) e secondari (risposte culturali quali vettovagliamento, abitazioni,ecc)
Il Funzionalismo studia:

1. a cosa serva un fatto (funzione di utilità);
2. quale scopo ha un fatto (funzione di causalità);
3. come interagiscono i fatti tra loro(funzione di sistematicità).

Per Malinowski la cultura permette all’uomo di soddisfare i bisogni che gli si prospettano. Secondo l’antropologo R.Brown una società poggia su una struttura sociale di base che è l’organizzazione degli individui e dei sistemi che ne regolano le varie forme, ad esempio la parentela, la religione, la politica. La struttura sociale, secondo Brown, è come il nostro organismo che funziona bene solo se funzionano tutti gli organi che lo compongono: così anche la società funziona bene solo se tutti i sistemi che la compongono funzionano correttamente.

Strutturalismo

Il suo fondatore è C. Levi-Strauss ritiene che l’uomo organizza la società e la cultura secondo il modo di procedere del proprio pensiero logico, secondo un modello oppositivo. La società, di conseguenza, è l’attuazione della struttura del pensiero che impone le stesse forme (naturali) alle diverse situazioni(culturali). La struttura è l’essenza della cultura. Tra le forme che regolano le società troviamo i sistemi di parentela che Levi-Strauss studiò in modo approfondito riconoscendo la forma strutturale anche nel tabù dell’incesto.
Egli vuole riconoscere una forma generale (la struttura) ai fatti che li rappresenta tutti. Ciò che distingue le culture dei non letterati dalle culture dei moderni non è, quindi, una differenza di pensiero tra le une e le altre, ma l’uso dello stesso modello di pensiero applicato in contesti diversi. Levi-Strauss parla delle società dei non letterati come “società fredde”caratterizzate da un pensiero concreto , e delle società moderne come “società calde”caratterizzate da un pensiero di tipo astratto.

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