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Il Corpus Iuris di Giustiniano e l'alto medioevo

diritto medievaleI codices sono strutture normative fatte redigere da vari imperatori. Il codex dà certezza al testo di legge, esplica dunque una funzione pratica.

Teodosio ne fa redigere uno in particolare, il Codex Theodosianum, nel 438 d.c., che diventa la base fondamentale del diritto.

Dopo Teodosio (nel 476 d.c. cade l’Impero Romano d’Occidente) le sorti giuridiche mutano. Nell’Impero Romano d’Occidente si registra una fase storica caratterizzata dalle invasioni barbariche, mentre l’Impero Romano d’Oriente rimane forte politicamente. Giustiniano (Imperatore d’Oriente) prepara il suo Corpus Iuris Civilis nel VI secolo d.c.; si registra un’attività riformatrice, di sistemazione del diritto: a Costantinopoli Giustiniano ha continuato il lavoro di importanti scuole preesistenti. Mentre in Occidente si vive di inerzia, la parte orientale dell’impero vanta la presenza di colti giuristi, ma c’è l’esigenza di riordinare una mole immensa di opere.

Nel 529 d.c. viene redatto il Codice di Giustiniano, che abroga il codice di Teodosio arricchendolo; vi sono inserite infatti le costituzioni imperiali (edicta).

Il Corpus Iuris Civilis è una base per il diritto romano, costituisce il diritto vigente nell’impero d’Oriente.

Giustiniano sogna di riunire i due imperi; avvia allora una guerra contro i Goti. Al termine di questa guerra pare che Giustiniano abbia centrato l’impresa, impresa che tuttavia aveva come obiettivo di annettere anche l’Italia, vista la materiale impossibilità di riunire tutti i territori. Nel 544 papa Vigilio chiede a Giustiniano di estendere anche in Italia il Corpus Iuris (Prammatica Sanctio pro Petitione Vigilii). Nel 568 entrano nella penisola i Longobardi, i quali dilagano e conquistano tutti i territori italiani a partire dal Friuli. I Longobardi praticano un classico diritto di tipo germanico, caratterizzato dall’assenza di una legge scritta per le popolazioni, che sono nomadi, bellicose, guerriere. Vige il culto della personalità del diritto, per cui ciascun gruppo ha i propri usi e le proprie consuetudini, che sono mantenute oralmente, e proprio da qui nasce l’esigenza di avere un testo scritto. Nel 643 viene emanato l’Editto di Rotari, che ovvia a questa necessità. Pur così primitivo il diritto germanico ha dato vita a figure giuridiche nuove e non presenti invece nel diritto preesistente.

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