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L'età dei consilia e la rinascita del diritto

diritto medievaleCome detto, l’ambito processuale è caratterizzato da una sempre più intensa partecipazione da parte dei giuristi alla fase attuativa del diritto.

Cresce la pratica dei consilia, pareri legali dotato di una serie di caratteri precisi: un primo tipo di consilium, consilium sapientis iudiciale, è quello dato da maestri, professori, sapienti per eccellenza; a richiedere questo tipo di parere è il giudice, colui che deve risolvere la controversia.

La competenza giudiziale spetta al comune: giudici sono dapprima i consoli, più tardi il podestà: questi tuttavia non sono esperti di diritto, non avendo intrapreso studi giuridici; il podestà non è un giurista, tanto che trova difficoltà nel conoscere i vari statuti, e dovendo rispondere delle sue azioni ha un grande interesse ad avere questi pareri.

Questo porta ad una genesi spontanea del fenomeno consultorio: il podestà si appoggia a degli esperti per formulare la sentenza.

Il maestro stende in calce la risposta: il parere autorevole non è molto lungo e articolato, deve solamente dettare il dispositivo della sentenza.

Il maestro indica lo statuto da applicare, con breve accenno al fondamento della sua decisione. La sua firma da autorevolezza al parere, e il podestà, una volta ricevuto il parere scritto, si limita a copiarlo punto per punto per l’emanazione della sentenza.

Gli statuti comunali disciplineranno in seguito questo fenomeno: il podestà deve sempre chiedere questi pareri, e poi deve seguirli.

I consilia diventano strumento centrale e creativo del diritto. I maestri stessi cominciano a raccogliere questi pareri in raccolte di consilia.

Hanno autorevolezza maggiore rispetto ai trattati, dato che è presente un elemento pratico: i pareri rappresentano il meglio della cultura giuridica del tempo.

I consilia nascono nella pratica dei tribunali cittadini, ma diventano genere letterario in via secondaria. Nelle decretali il Papa condanna questa pratica (la questione lo tocca da vicino, perché il podestà non è l’unico a richiedere questi pareri, ma ciò accade anche nei tribunali ecclesiastici). Il consilium è in definitiva lo strumento tramite il quale i giuristi sono riusciti a trasformare il diritto in sistema omogeneo.


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