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Il problema della permissio

diritto medievaleCi sono alcune grandi personalità del XIV secolo che affrontano il tema della permissio: la teoria che spiega quale sia l’origine della facoltà dei comuni di legiferare è fornita dal marchigiano Bartolo da Sassoferrato, le cui teorie vengono considerate come punto di riferimento.

Bartolo elabora il concetto di iurisdictio, giurisdizione. Partendo dalla nozione di imperium, la iurisdictio plena è considerata quella dell’imperatore; l’imperium però non spetta solo a questo, perché anche le città hanno piena giurisdizione in quanto non riconoscono nessun superiore (per cui hanno piena facoltà di legiferare). La iurisdictio è allora intesa come autonomia, e con la iurisdictio la città legifera per se stessa.

Esiste un’ulteriore tesi enunciata da un allievo di Bartolo, il giurista e filosofo perugino Baldo degli Ubaldi, il quale va oltre le posizioni di Bartolo.

Baldo infatti non si pone più il problema di giustificare la presenza degli statuti. Paragona le comunità umane, la società civile, ad un animale: per il fatto stesso che vive, che respira, l’animale è caratterizzato da un insieme di apparati vitali, il regimen: nel paragone allora ciò che tiene in vita questa comunità è l’insieme delle strutture, compresa la possibilità di legiferare. È l’esistenza stessa della comunità che giustifica la presenza delle leggi.

Anche in pieno XIV secolo non era stata del tutto acquisita questa visione, così le teorie della permissio non scompaiono. Ci sono giuristi come Ranieri Arsendi, docente padovano, che rivalutano la teoria della permissio. Questa teoria dà supporto a delle vicende che accadono nelle città, dove non ci sono più i comuni, ma le signorie, piccoli regni con un monarca al potere. Sono situazioni abusive, perché questi soggetti si sono autoproclamati signori; dunque molti di questi signori, per trovare una legittimazione dall’alto a governare, chiedevano all’imperatore di essere nominati vicari imperiali, carica con cui il signore si vedeva legittimare tutti i suoi poteri. Altri giuristi contestano queste situazioni, come ad esempio Bartolo da Sassoferrato. Bartolo è un nemico dichiarato dei potenti e difende l’autonomia delle città. Chi ha diritto di legiferare è il popolo.


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