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Il diritto canonico

diritto medievale I testi giustinianei venivano presi in considerazione anche per studiare gli altri diritti; nei programmi di studio delle università si faceva riferimento anche a queste fonti.

Le principali altre fonti erano il diritto canonico, il diritto comunale e il diritto feudale.

Il diritto canonico è per definizione l’altro diritto (utrumque ius), l’altro pilastro del diritto comune. Rispetto al diritto romano ha un’origine diversa; dopo il 1000 la Chiesa si ristruttura, ad opera di Gregorio VII. Emerge la figura di un grande teologo, Pietro Abelardo, il quale intraprende la lettura dei testi sacri con un nuovo metodo: nella sua opera Sic et Non viene utilizzato il metodo dialettico, si mira a far venire alla luce le contraddizioni, dove queste esistono, si discernono le fonti e se ne fa una selezione.

Altra figura importante del XII secolo è quella del monaco di origine umbra Graziano da Orvieto. E’ sua la prima grande opera di diritto canonico composta tra il 1140-1142, una raccolta di testi che pesca da una grandissima moltitudine di fonti, dalla sacra scrittura ma anche da tutta una serie di decreti emanati durante i concili, da provvedimenti dei pontefici nonché da opere dei grandi della Chiesa, e da fonti laiche quali il diritto romano e addirittura il diritto dei Visigoti. L’opera è la Concordia Discordantium Canonum, con quasi 4000 testi esaminati. I dicta sono commenti dell’autore per spiegare come deve essere inteso un determinato passo. La sua opera viene definita per antonomasia Decretum, vale a dire ciò che contiene il diritto della Chiesa, e verrà utilizzata nelle scuole di diritto canonico; essa rappresenta la base per il diritto della Chiesa anche se non viene mai proclamata tale da un pontefice (questo avverrà soltanto più tardi, attorno al 1500).

A Graziano appare chiaro che nell’agire di una persona qualsiasi ogni suo atto sia fondamentale per la sua vita spirituale, che anche gli aspetti morali siano fondamentali: ma il tribunale giudica soltanto i comportamenti, non i pensieri. Questo concetto di separazione tra foro esterno (tribunale) e foro interno (coscienza) rappresenta una svolta epocale.

Nella sua opera Graziano inserisce comunque dei passi e dei testi di diritto romano.

Sono questi anni di vivace produzione di testi da parte della Chiesa, e l’ampia attività legislativa si esplica anche attraverso i concili ecumenici, nei quali vengono emanati canoni importanti. Sempre più numerose sono poi le lettere del Pontefice a contenuto normativo (le cosiddette decretali). Il Pontefice Gregorio IX vuole raccogliere tutto il diritto da Graziano fino al 1230, vale a dire tutto il diritto che viene dopo il Decretum. È grande il lavoro di Raimondo da Penafort, monaco di origine catalana, che lavora alla raccolta di tutte le decretali extravagante (ossia non contenute nel Decretum); dopo quattro anni di lavoro, viene recuperato anche qualche testo precedente tralasciato da Graziano. L’opera viene emanata nel 1234, con promulgazione ufficiale del Papa, sotto il nome di Decretales Gregori Noni, o Liber extra, ed è divisa in cinque libri in base alle materie trattate: il primo libro è dedicato alla giurisdizione della Chiesa, con riferimento ai tribunali ecclesiastici; il secondo libro è relativo alla procedura dei tribunali ecclesiastici, con un’unica procedura per tutti: è un processo romano-canonico davvero avanzato; il terzo libro riguarda la disciplina del clero, i requisiti richiesti per entrarne a far parte; il quarto libro disciplina il matrimonio, e stabilisce che nessuna autorità laica emanerà una norma che vada ad intaccare quelli che sono i requisiti sostanziali del matrimonio; il quinto libro disciplina il diritto penale canonico.

Sono questi i cinque settori del diritto canonico che rimarranno per secoli inalterati, e di cui si da una definizione scolastica con la distinzione in iudex, iudicium, clerus, connubia, crimen.

Sarà Bonifacio VIII nel 1298 a presentare un’aggiunta: farà raccogliere materiale riguardante ciò che non poteva contenere l’opera precedente: l’opera di Bonifacio VIII è conosciuta come Liber sextus. Ci sarà in seguito una terza raccolta, nel 1317, le Clementinae decretales, ultima raccolta ufficiale ad opera di Clemente V; il corpo del diritto canonico viene dunque assemblato in gran parte tra il XII e il XIII secolo.


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