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Rima

Glossario di metrica, definizione di: Rima

Identità tra laparte finale di due parole a cominciare dalla vocale accentata. La rima,oltre alla ripetizione di un certo suono, stabilisce un legame tra due opiù parole, rhyme fellows, compagne di rima, nellaterminologia di Jakobson. Disolito la rima riguarda parole poste in fine dì verso, ma talora la rimaavviene tra una parola di fine verso e un'altra che si trova all'internodel verso successivo, avremo in tal caso la rima al mezzo, se la parolafinale di un verso rima con una parola del verso successivo che siaseguita da cesura o si trovi alla fine di un emistichio, es.: G. Leopardi, La quiete dopo la tempesta, vv. 1-2: Passata è latempesta: / odo augelli far festa, e la gallina. Quando la rimaavviene tra l'ultima parola di un verso e una parola del verso successivoche non sia seguita da cesura, avremo la rima interna, es.:G. Leopardi, La ginestra, vv. 209-10:con lungo affaticar l'assidua gente / avea provvidamente al tempoestívo. Le rime possono essere di vario tipo, a seconda delloschema. Le più comuni sono:
a.               rima baciata , quando due versi consecutivi rimanotra loro (AA), es.: L. Ariosto,Orlando furioso, 1, vv. 7-8:di vendicar la morte di Troiano / sopra re Carlo imperatorromano;
b.               rima alternata, quando il primoverso rima col terzo, col quinto, ecc., il secondo con il quarto, ilsesto, ecc. (ABABAB ... ), es.: L. Ariosto, Orlando furioso, 1, vv. 1-6:~1e donne, i cavallier, l'arme, gli amori, / le cortesie, l'audaci impreseio canto, / che furo al tempo che passaro i Mori / d'Africa il rnare, e inFrancia nocquer tanto, / seguendo l'ire e i giovenil furori / d'Agramantelor re, che si dié vanto;
c.                rima incrociata, quando il primoverso rima con il quarto e il secondo con il terzo (ABBA), es.: F.Petrarca, Canzoniere, I, vv. 14: Voi ch'ascoltate in rime sparse ilsuono / di quei sospiri ond'io nudriva '1 core /in sul mio primo giovenileerrore / quand'era in parte altr'uom da quel ch'i' sono;
d.               rima incatenata, quando il primoverso della prima terzina rima col terzo, il secondo con il primo e terzodella seconda terzina (ABABCBC ... ), es.: Dante, Inf., 1, vv. 1-6:Nel mezzo del cammin di nostra vita / mi ritrovai per una selvaoscura, / ché la diritta via era smarrita. / Ah quanto a dir qual era ècosa dura / esta selva selvaggia e aspra e forte, / che nel pensierrinnova la paura!),;
e.               rima ripetuta, quando il primoverso rima con il quarto, il secondo con il quinto e il terzo con il sesto(ABC-ABC), es.: F. Petrarca, Canzoniere,1, vv. 9-14: Ma ben veggio or sì come al popol tutto / favolafui gran tempo, onde sovente / di me medesmo meco mi vergogno; / et delmio vaneggiar vergogna è '1 frutto, / e '1 pentersi, e '1 conoscerchiaramente / che quanto piace al mondo è breve sogno;
f.                 rima invertita, quando il primoverso rima col sesto, il secondo con il quinto, il terzo con il quarto (ABCCBA),es.: G. Cavalcanti, Chiè questa che vèn, ch'ogn'om la mira, vv. 9-14: Non si poriacontar la sua piagenza, / ch'a le' s'inchin' ogni gentil vertute, / e labeltate per sua dea la mostra. / Non fu si alta già la mente nostra / enon si pose 'n noi tanta salute, / che propiamente n'aviàn canoscenza.Si chiamano scioltii versi che non rimano, es.: U. Foscolo, Sepolcri.


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