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Figura retorica

Glossario di retorica, definizione di: Figura retorica

(Dal latino figura, a sua volta derivato dal verbo fingere,plasmare.) Col termine figura siindica genericamente una forma espressiva che viene scelta e utilizzata dachi parla o scrive per attribuire un maggiore rilievo o una particolareefficacia al messaggio o al testo. L'elenco delle figure fu un'attivitàche impegnò grammatici e retori dall'Antichità fino al XVIII secolo, colrisultato di ottenere moltissime classificazioni in diverse categorie edelenchi di centinaia di termini. Il rilancio della retorica avvenuto negliultimi decenni in un'ottica logico-linguistica ha portato a nuovi criteridi catalogazione, spesso non meno complessi di quelli antichi. Noi quidiamo una divisione semplificata che, pur riferendosi alia proposta delgruppo di studiosi di Liegi (Gruppo µ) risalente al 1970, reintroduce unaterminologia classica. In tal modo le figure si possono raggruppare in:
a. figure morfologiche: sono quelle chesi presentano come scelte particolari o modificazioni delle parole, dellesillabe, degli accenti, della pronuncia delle parole; si pensi, ad es.,all'apocope, all'aferesi, alla sincope, ecc. In questa prima categoria sipossono far rientrare tutte le figure metriche, quali la dialefe, ladieresi, la sinalefe, la sineresi, ecc., e anche le figure ritmiche, comela rima, l'allitterazione, l'assonanza, la paronomasia, ecc.;
b. figure sintattiche: incidono sul mododi collegare le parole all'interno della frase o del periodo, creandoun'accentuazione di significato. Tali sono l'ellissi, lo zeugma, laparatassi, l'asindeto, l'enumerazione, il polisindeto, il parallelismo, lasillessi, l'anacoluto, il chiasmo, la tmesi, l'iperbato, l'inversione,l'anastrofe, l'anafora, ecc.;
c.  figure semantiche: determinano unamodificazione del significato dell'espressione, della frase o del periodotramite la trasformazione del significato di una o più parole. Si tratta,innanzi tutto, delle figure che con una terminologia classica sidefiniscono tropi o traslati. Si pensi ad es. alla sineddoche,all'antonomasia, alla metafora, alla metonimia, all'ossimoro, ecc.;
d. figure logiche: producono una modificazione del significato dell'intera frase operiodo, e in alcuni casi dell'intero testo, agendo sul piano logico piùche su quello linguistico stretto; infatti il testo ha in questo caso unsuo significato letterale al quale si aggiunge un altro significato. Sipensi in particolare agli effetti di figure come la litote, la reticenza,l'iperbole, l'antitesi, il pleonasmo, l'eufemismo, l'allegoria, l'ironia,il paradosso, l'antifrasi, ecc.
Si noti bene che l'uso di figure retoriche è connaturato alprocesso di comunicazione; perciò sarebbe sbagliato pensare che le figuresiano esclusive dei testi poetici o letterari: infatti, influendosull'efficacia del messaggio, esse sono presenti nei testi argomentativi escientifici. Naturalmente il linguaggio letterario ne fa un uso più largoe consapevole, cioè non automatico, nel senso che l'autore ne fa sempreoggetto di una scelta meditata, con finalità stilistiche edestetiche.


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