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Pedagogia

La pedagogia come scienza prescrittiva

La pedagogia è una scienza prescrittiva, è il discorso teoretico sull’educazione in sintesi è la scienza dell’educazione.
Non esiste un modello unico di pedagogia ma infiniti modi di riflettere sull’educabilità dell’essere umano.
Attraverso l’educazione si immette la cultura nel soggetto e da esso stesso si tirano fuori le potenzialità per fargli vivere la vita che ha deciso di vivere.

Lo scopo dell’educazione in pedagogia è quello di rendere il soggetto partecipi e attivo nell’interazione.
La storia della pedagogia porta alla luce i progressi nel campo educativo.
Nell’antica Grecia l’educazione era unidirezionale, tendeva a formare uomini valorosi, guerrieri pronti a sacrificarsi per lo stato. L’educatore aveva il compito di formare l’educando “all’obbedienza” senza possibilità di scelta verso le proprie inclinazioni.

Con l’avvento del cristianesimo si trasforma il luogo dell’educazione ed anche i suoi fini. La chiesa diviene il fulcro dell’educazione e con essa tutta la società religiosa viene contrapposta alla paideia1 classica “quella cristiana centrata sulla figura di Cristo”. Scocrate, filosofo ateniese orientando la sua attenzione verso la conoscenza di se stessi, introduce il fondamentale concetto di maieutica2 e sollecita l’interlocutore a cercare, a trovare da se la verità.
Ai virtuosismi retorici dei Sofisti3, al loro relativismo oppose il suo “conosci te stesso” come invito all’introspezione e alla meditazione. Ai Sofisti va il merito di aver focalizzato l’attenzione su un momento pedagogico sul metodo. Le qualità personali non sono da essi considerate un fatto ereditario, ma una conquista individuale.

La nuova struttura educativa elaborata da cristianesimo fu il monastero, si creò luogo di formazione, attraverso il lavoro e la contemplazione. La figura che domina il periodo è il bambino che viene innalzato a modello della rigenerazione interiore attuata attraverso il battesimo e viene esaltato con i racconti dell’infanzia di cristo narrata nei vangeli canonici.
Il maestro da ricordare della pedagogia cristiana e S. Agostino; il suo pensiero fu un punto di continuità fra cultura greca e cristianesimo. Il suo progetto educativo aveva caratteristiche personali, drammatiche, oscillava tra cultura e pentimento verso il richiamo a cristo come supremo “Maestro”, sempre collocandosi dentro la storia.

In età moderna la Riforma Protestante e la Controriforma operata da Martin Lutero ha un notevole peso nella storia della pedagogia. Infatti esso non si limita sull’istituzione di scuole per il popolo ma anche di scuole di ordine superiore aperte a tutti.

La controriforma (1542 – 1563) ispira l’educazione cattolica sotto la fedele guida dei Gesuiti che fondano dei collegi sparsi per tutta Europa riservati all’elite dove si studiano non solo le religioni ma anche le scienze (sono i precursori dei moderni licei). I Gesuiti praticarono fino alla loro soppressione (1773) una particolare forma di teatro con fini catechistici. Erano vietati gli intermezzi e la presenza di donne sulla scena, la lingua latina venne presto sostituita.

La differenza principale tra la riforma e la controriforma è che nella prima sotto la Guida di Martin Lutero tutti hanno diritto allo studio mentre nella seconda si ritorna a “S.Agostino” quindi il diritto allo studio e riservato solo ai ricchi.

Comenio (‘600), educatore boemo rivestì un ruolo importante nella pedagogia moderna.
La sua pedagogia si basa su due punti fondamentali:
- il metodo universale per l’insegnamento;
- istruzione per tutti per tutta la vita.

Comenio forma la sua concezione su un profondo ideale religioso,per lui l’educazione e l’ideazione di un modello universale di un uomo virtuoso a cui è affidata la riforma della società.

Critica la scuola del tempo perché: sono poche non sono per tutti dispensano saperi inutili.
Metodo del Sincretismo: stabilisce un rapporto tra natura ed arte, per cui l’arte di insegnare (didattica) ricava le sue regole dalla natura (sviluppo naturale dell’uomo – cioè dal semplice al complesso).
Rosseau (‘700) filosofo francese è il padre della pedagogia contemporanea. Per lui il bambino è al centro della riflessione pedagogica. Egli teorizza una serie di modelli educativi “uomo – cittadino”, complementari e alternativi. “L’Emilio” consiste nell’educazione dell’uomo in quanto tale attraverso il ritorno alla natura, rispettando i suoi bisogni e valorizzando le sue specifiche caratteristiche. Alla base del romanzo vi è la polemica contro i collegi e l’educazione aristocratica. Il ruolo dell’educatore e quello di ritardare l’apprendimento delle discipline per far vivere al fanciullo la propria infanzia felice.

L’uomo si forma in 5 stadi – tappe come i 5 libri del romanzo:
1. l’età infantile;
2. puerizia (3 – 12 anni); l’obbiettivo dell’educazione qui deve essere quello di fortificare il corpo e usare bene i sensi.
3. l’età utile (età pre adolescenziale) studio di nozioni limitate – apprendere dall’esperienza;
4. adolescenza insegna storia, morale, religione, Emilio è dotato di passione e di ragione;
5. storia d’amore tra Emilio e Sofia: la prima parte è sull’educazione della donna e la seconda parte sull’educazione sociale e politica di Emilio con viaggi e studio degli altri popoli.

Rosseau parla di educazione:
- positiva quella di Emilio;
- in diretta ogni apprendimento deve avvenire a contatto con le cose, l’uomo viene educato dalla natura, dalle cose e dagli uomini;
- Negativa tenere il fanciullo isolato e al riparo dalla società corrotta, correggendolo con gli esempi

- _______________
1 PAIDEIA= educazione-pedagogia-socrate
2termine greco che significa far nascere
3 gruppo di sapienti esperti dell’arte della retorica e della dialettica che esercito nel IV V secolo a.c. in Atene



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