Ancora col pay per sale
Mi contatta la responsabile marketing di una grossa azienda che produce birra. E che annovera fra i testimonial un celebre (e ben pagato) personaggio sportivo. Mi informano dell'idea di un'operazione di co-marketing. Inizia a parlarmi, parlarmi, bla bla, poi salta su, chiarendomi i dettagli dell'operazione. Io dovrei veicolare il loro messaggio pubblicitario via newsletter, e verrei retribuito con una provvigione sulle vendite! Queste cose succedono solo in internet!
Dopo averle spiegato il concetto di branding, l'importanza della sua proposizione e riproposizione, il fatto che se mi presentano campagne del cavolo, la mancata vendita non è responsabilità di chi veicola il messaggio, ecc. ho chiuso con una nota sarcastica dicendo che il costo della nostra pubblicità, anche in caso di co-branding sarebbe stata certamente inferiore a quanto pagato per la sola affissione in tutta Italia dei loro manifesti col faccione del testimonial!
Posso capire quando tali proposte giungono dal profano di turno, ma un'azienda che spende milioni (di euro) solo per il testimonial, può poi fare simili proposte per una campagna via mailing list che costa meno di 500 euro (iva compresa)?!
E' quasi peggio di un'altra azienda che, tempo fa, voleva mandarmi come compenso per un pubbliredazionale, una sorta di lettore mp3 per auto! Certo che si rasenta il ridicolo!
Etichette: branding




1 Comments:
mah io credo che finche' il pay per sale avra' dei costi di attivazione e gestione elevati, non otterra' il successo che merita...
Posta un commento
Links to this post:
Crea un link
<< Home