Che lavoro fai?
Ci risiamo! E’ una delle domande più banali e scontate che le persone possano fare al primo incontro, ma è anche una delle cose maggiornmente richieste in molti moduli per le più svariate pratiche, dalla carta di identità alla domanda di un mutuo. L’occasione questa volta è giunta dall’iscrizione all’asilo di mio figlio, che bellamente richiedeva: “Qual’è il lavoro del papà?"
Già… qule sarà mai il lavoro del papà? Avrei voluto scrivere, “gentili signori, non lo sa neppure il commercialista del papà, che lavoro svolgo esattamente”. E, ad esser sincero, davvero non so inquadrarlo.
Così, di volta in volta, invento una denominazione. E mi ritrovo con “
Ma l’imbarazzo mi si dipinge in volto ogni qualvolta, qualcuno, torna a chiedermi cosa faccio nella vita!
Poi mi dicono come mai ho crisi di personalità!
PS. dal mio punto di vista, per campare, scrivo. Ma... non sono uno scrittore.
Etichette: lavoro


1 Comments:
Penso che sia abbastanza comune a chi fa una professione in cui l’immaterialità della produzione si somma ad una buona dose di ignoranza della maggior parte dei non addetti ai lavori.
Capita spesso anche a me, anche se per tirare corto mi trincero dietro albergatore, di avere delle difficoltà palesi a spiegare effettivamente che cosa faccio nelle mie ore di lavoro.
Come spiegare al mio amato papà che cosa significa controllo delle conversioni? E il pay per click?
Caro elfo tieni presente che c’è anche da considerare che, per chi non lavora in una azienda grande e strutturata, le mansioni sono accorpate ed effettivamente si fanno più lavori (anche senza adeguata remunerazione il più delle volte )
Mi sa tanto che continuerò a presentarmi come albergatore, è semplice e sbrigativo.
Saluti
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