Durante
Ho finito prima del previsto la lettura dell'ultimo libro di Andrea De Carlo. Ed è una cosa un po' insolita per le mie abitudini di lettore, dato che tendo a leggere i libri dopo un po' di "stagionatura". Ragione per la quale finisco col NON leggere libri che mi sarebbe interessato avere per le mani. Come ad esempio "La Casta" di Rizzo e Stella. Perchè leggerli 2 anni dopo la pubblicazione non ha molto senso.In genere trascorre un annetto dalla pubblicazione del libro prima che decida di acquistarlo e poi resta un altro annetto ad ambientarsi sul mio scaffale, prima di passare alla lettura.
Questa volta, ribadisco, ho fatto un'eccezione.
"Durante" è un ottimo libro. Mi serviva tornare a leggere il De Carlo che più mi piace, dopo la "pseudo-prevista-delusione" di Macno.
In questo nuovo libro ho ritrovato alcuni tratti che già avevo amato nel suo precedente "Nel momento". Tornano i cavalli a far da sfondo alla storia e furgoncini e strade sterrate e polverose.
Lo stile lo si riconosce ad un miglio di distanza. Fin dalle prime pagine poi, dalle descrizioni del luogo, ho inteso che quello che viene definito "Trearchi" è in realtà "Urbino".
Città a me estremamente cara, le cui vie conservano una infinità di mie emozioni e ricordi, città in cui De Carlo attualmente vive, e dove lo scorso anno l'ho intravisto, chiedendo un autografo ma senza fermarmi a subissarlo di domande o altro. (E me ne sono un po' pentito).
Insomma Urbino è riconoscibilissima per chi ci ha vissuto, ma via via che scorrono le pagine diviene sempre più evidente che si tratta di lei a chiunque conosca almeno un po' il territorio italiano.
La storia scorre via bene. Parte forse più rapidamente del solito e termina sempre lasciando mille potenziali interpretazioni, rispetto agli altrettanti potenziali sviluppi.
Sino alla fine ho fatto enorme fatica a "scegliere" con quale personaggio identificarmi. Accade sempre, quando si legge un libro o si vede un film, di identificarsi con qualcuno. In questo caso non riuscivo a decidere.
In conclusione, bello, bello bello. Peccato che nel testo ricorra 3/4 volte un termine che odio e che invece De Carlo usa spesso: "ingollare", nelle varie declinazioni possibili. Ma davvero, notarlo, è un dettaglio da semi psicopatico.
Ipersoddisfatto, un volume consigliato agli amanti del genere, ed anche a chi vuole avvicinarsi a questo autore.
Etichette: Andrea De Carlo, libri, libri-2008


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