Il caffè sospeso
Anni addietro, diciamo intorno al 1997, mandavo giù libri di De Crescenzo a ritmo veloce. Anche l'aforisma della mia tesi di laurea vede in De Crescenzo l'autore.
Poi... poi come tutti i grandi amori, prima o poi si affievoliscono, si finisce col non frequentarsi più. E sempre come tutte le storie finite, capita che ci si reincontri, quasi per caso. Allora una cena assieme è doverosa.
Il mio casuale incontro con l'ultimo libro di De Crescenzo è avventuto tra gli scaffali di una Coop. Fosse acaduto in libreria che casualità sarebbe stata?
Portato a casa "si è fatto leggere" in pochi giorni.
Un elenco di piccole parentesi, piccoli brani. Ma dal sapore del già visto, già letto, già noto. Forse meglio non comprarlo affatto, lasciare intatti i "ricordi" di altri libri. Vi risparmio anche qui la facile ed intuibile similitudine con gli ex amori.
Troppe rivisitazioni nei brani, rievocazioni di personaggi e scene, presenti dai tempi del film "così parlò Bellavista". Ecco, forse l'unica cosa che riconosco al libro è di avermi spinto a rivedere il film.
Etichette: libri, libri-2008, Luciano De Crescenzo


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