28 settembre, 2006

Bellissimo. Stop.

27 settembre, 2006

L'importanza degli standard

Spesso sul web si para dell'importanza degli standard. Non sono un maniaco di tale principio, credo che un minimo di "creatività", inevitabilmente pregiudica il rispetto degli standard ma, quando tale "creatività" è esuberante... si generano situazioni inconciliabili per buona parte dei fruitori.
Il principio del rispetto degli standard, non si sposa solo al mondo del web, ma anche a "prodotti" classici.

Mi sposto molto di frequente per lavoro, e molte notti al mese, le trascorro fuori casa, ossia in albergo. Nelle città nelle quali vado di "routine" ho alberghi abituali, ristoranti abituali ecc. ecc. In altri termini è come se fossi "di casa".
In altri luoghi mi trovo ad andare molto meno frequentemente, o saltuariamente. Se mi trovo bene, prendo un bigliettino da visita e lo colloco nel mio raccoglitore, posto nel cruscotto dell'auto. In questo modo, se mi trovo a passare (lo dico a titolo di esempio) dalle parti di Porto Recanati... so dove passare la notte, dove cenare ecc. Se ho prelevato un bigliettino da visita, significa che mi sono trovato bene. E' una cosa semplice.

Capita tuttavia che, alcuni estrosi gestori, facciano bigliettini da vista assolutamente fuori dagli standard! Estremamente grandi, semi papiri, pieghievoli spessi un dito.
In questo caso, anche volendo, non posso inserirli nel mio raccoglitore, poichè... non rispettano lo standard! Tassativamente fissato dal raccoglitore, che è come un browser scarsamente flessibile! Qualcuno ha detto che "l'ordine più importante che possiate ricevere è il secondo". Produrre qualcosa troppo "fuori standard" potrebbe comprometterlo con troppa facilità.
Rispettate gli standard, o discostatevi in maniera tollerabile. Sempre.

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24 settembre, 2006

Google Story

In "google story" si ripercorrono le tappe che hanno portato l'idea rivoluzionaria di due studenti, a divenire un colosso economico di portata planetaria.

Leggendo il libro (gli amanti del genere lo faranno di volata), si ha l'impressione di fare un balzo nel tempo ritornando al periodo del boom delle "dot com" e della new economy.

Il libro racchiude in maniera frizzante la "storia semplice" di chi crede fortemente in quello che sta facendo riuscendo a concretizzare al meglio i suoi obiettivi.
Assolutamente emozionante per chi, come me, ha mosso i primi passi lavorativi in internet proprio alla vigilia della new economy e della bolla che poi ne conseguì.

Quanti, in quel periodo, hanno provato a lanciare la loro "idea", a concretizzare un progetto in rete, non potranno non identificarsi ed emozionarsi nella lettura di "Google Story". Per chi non ha vissuto in prima persona tale esperienza, rappresenta una sorta di "libro di storia", della storia recente del web e di chi ha saputo mettere ordine in rete.

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23 settembre, 2006

E' ora di farsi in 2!

Riprendo (o forse continuo) quanto iniziato nel post "nesso fra numero di pagine ed accessi ad un sito".
Chi gestisce un sito internet per lavoro, ha la primaria fonte di guadagno legata inevitabilmente al numero di accessi al suo sito.

Ovvio che se gli accessi sono convertibili... tanto meglio, ma essendoci molti che guadagno con la "semplice" (semplice intesa come prevalente) esposizione di pubblictà, l'equazione "accessi = guadagni" genera un rapporto pressochè lineare.
Tuttavia, ciascun sito, se ha un ambito circoscritto di cui parla (esempio frutta) prima o poi rischia di raggiungere una massa critica che, se da un lato garantisce una relativa costanza negli accessi, e turnover nel posizionamento, dall'altro difficilmente riesce a incrementare sensibilmente i suoi accessi. Come dire che viene raggiunto un punto di deflessione e, alla crescita del volume delle pagine (e quindi degli argomenti) del sito, non corrisponde un proporzionale accrescimento degli accessi.
Questo significa che, essendo lo sviluppo di nuove aree il lavoro, e gli accessi il guadagno... non vi è più corrispondenza fra volume di lavoro e volume di introiti.
Come risolvere il problema? A mio avviso, se un sito è realmente, ma realmente, consolidato e con migliaia di pagine di contenuti, si può pensare di iniziare a lavorare su un suo gemello. Attenzione... non un clone, ma un sito analogo per argomenti, cui riversare almeno il 60% dei nuovi contenuti. Procedendo in questa maniera, e lavorando forti del know-how acquisito, si può aspirare ad avere 2 siti di successo, sul medesimo argomento, quindi un raddoppio di utenza e introiti, e un nuovo livellamento fra spesa e resa.
Iniziare il processo sopra descritto, prima di avere un sito consolidato, equivale ad una dispersione delle forze, e inevitabilmente un ritardo nel raggiungimento degli obiettivi.

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21 settembre, 2006

Dei Domini e di altre pene

Lavorando in rete, mi duole ammetterlo, spesso sono "costretto" a registrare valanghe di domini nel momento in cui decido di strutturare un nuovo progetto.
Molti li registro per evitare cybersquatting ma, molti altri, soprattutto in occasione di particolari eventi, li registro per sbarrare la strada a potenziali competitor, per evitare che abbiano domini ad hoc, o troppo mnemonici ecc.
Tuttavia devo dire che, le aziende che ancora vivono con un piede nel passato, e fanno incetta di domini al solo scopo di rivenderli o riciclare il traffico, spesso mi anticipano ma, in ogni caso, non essendo competitor, l'unico risultato che ottengono è quello di risparmiarmi la spesa di bloccare un dominio in più.
Nonostante questa considerazione, quando vado in cerca di un dominio al solo scopo di "contenitore" di qualcosa, senza velleità "aziendali" o comunque non orientato al lucro, mi viene uno sconforto ancor più grande nel constatare la valanga di ottimi domini che sono li, parcheggiati a far nulla. Per anni.
Per fortuna che ho molta pazienza, e so che prima o poi... ci si stanca di rinnovare.
Quando ero alla ricerca di miocognome.ext, (6 anni fa) dovetti ripiegare su un .net, perchè nel .it c'era uno pseudo sito vetrina, e nel .com una "cima" di pseudo imprenditore che sperava di vendere a 80 mila lire (si c'erano le lire) un account di posta con tuonome@dominio.com. Ho solo dovuto pazientare. Lo pseudo imprenditore ha ceduto per primo, ed ho preso il .com, l'azienda (per altro di discrete dimensioni) ha dimenticato di rinnovare (tanto internet a che serve?). Ecco preso anche il .it
Ho un'apposita cartella "preferiti" per queste et simili cose :-).
Ora... so la domanda spontanea qual'è. Cosa cambia quando li registro io? Semplice... prima di tutto non provo a rivendere l'invendibile. Punto secondo do sempre "nuova vita" ad un dominio di un certo tipo. A costo di realizzare un sito parallelo, con contenuti propri, pur di non svilire tutto con un redirect.

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Lavorare in internet = lavorare sempre ?

Ricordo ancora i tempi dell'Eldorato internet. Tutti convinti che piazzare un sito in rete sarebbe stato sinonimo di guadagni cospicui e immediati. Un po' meno erano quelli che sapevano da DOVE questi soldi sarebbero mai potuti arrivare.
Quel periodo è ormai scemato, esplosa la bolla, il web è ormai al fatidico 2.0, c'è più consapevolezza ed il mercato sembra più maturo.
Io ho iniziato a lavorare nel '99, cercando di ricavare il mio spazio in una nicchia (allora) per nulla satura o troppo battuta.
Ma internet è un vortice. Se devo fare il resoconto della mia ultima giornata (uguale al 99% delle altre) non so dire esattamente dove sia il confine fra "inizio a lavorare" e "smetto di lavorare".
Avessi un bar, avrei dei giorni di chiusura, degli orari ecc. Qui davanti al monitor invece, ci sto dalle 8.00 del mattino all'1.00 del giorno dopo. Con poche interruzioni (pranzo, cena ecc.).
Ma il guaio più grosso è non avere una netta linea di demarcazione fra "lavoro" e "non lavoro". La ragione è presto detta. In internet lavoro, ma mi diletto anche, mi tengo in contatto con amici e colleghi (e chi non ha un doppino o un pc... finisco col perderlo di vista), leggo le news e mi tengo aggiornato, giocherello sui blog e nei forum (anche qui dresteggiandomi tra post tecnici e OT), da internet ordino i miei libri, pago le bollette, compro i giochi a mio figlio, ordino cancelleria, bigliettini da visita, regali aziendali e altro materiale, faccio i biglietti del treno, prenoto i voli di lavoro e noleggio l'auto per il mio arrivo, ho trovato un'editore e vendo i miei libri, trovo tutti i miei clienti e i miei più preziosi collaboratori. E, molti fra i collaboratori più importanti, vivono ad almeno 4ookm da me, non li ho mai visti nè sentiti, neppure per telefono.
E non rappresentano l'eccezione, l'eccezione è rappresentata dai collaboratori che poi un giorno ho incontrato, o dalle mosche bianche sentite per telefono. Gli altri sono solo nik, avatar, email e numero di c/c.
E' pazzesco, pazzesco e affascinante. Me ne rendo conto quando provo a descriverlo a chi ha un'idea leggermente più velata della rete. Non sorprenderà certo chi fa lavori affini ai miei.
Ma tornando a qualche riga più in alto, in rete faccio e trovo buona parte di quello di cui ho bisogno. Ma il triste risultato e che io e il mio pc ci separiamo giusto le ore dedicate al sonno. Finchè ho forza lavoro, quando non ce la faccio più feed reader mi aggiorna su quello che accade. E sono sempre pronto per scrivere una news :-)

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19 settembre, 2006

Guadagnare 620 euro in più al mese, con 2 giorni di lavoro

Premetto che questo post è un tantino provocatorio e, per alcuni, al di fuori dell'etica di un webmaster e/o di un SEO. Aggiungo anche che, prima di postarlo, ci ho pensato su molto, e non sono ancora sicuro di fare la cosa giusta. Ma rappresenta una semplice considerazione che mi è venuta in mente ieri durante la mia ora di running :-)

Investimento iniziale richiesto: 100 euro

Ipotizziamo di usare i 100 euro per l'acquisto di 10 domini ed un quantitativo minimo di spazio per ciascuno. Facendo una ricerca troverete più di un provider che offre tale soluzione.

L'idea di "riciclare" domini scaduti e non registrati, ormai non scandalizza più nessuno, è pratica diffusa per quanto, più di una volta, mi sia stato rimproverato di sottolinearne la possibilità di utilizzo.

Trovati 10 domini scaduti provvederemo a ridare loro nuova vita, inserendo in ciascuno di essi una pagina di contenuti (affini al vecchio argomento trattato dal sito) e, in cima, le creatività più performanti di adsense. Poste in maniera tale che, la lettura del testo, implichi lo scroll della pagina.
E' ovvio che non si può essere dei "tuttologi" ma, se riuesumate un sito che parlava di piante grasse, basterà una lettura ad una qualsiasi enciclopedia per trarre l'idea necessaria a scrivere una pagina di contenuti.

In questo modo, forte dei link già presenti in rete, non tarderanno a giungere gli accessi a ciascuno dei siti. Non occorrono 1000 visite al giorno, e neppure 100. Basta semplicemente avere quei 6-7 unici al giorno che, data la posizione degli annunci, saranno particolarmente indotti a cliccare. Diciamo 5 clik al giorno su ciascun sito. Non è un numero enorme.

Ora 5 click al giorno, posto che producano un utile medio di 4 centesimi ciascuno, faranno un totale di 20 centesimi al giorno. Moltiplicato per i 10 siti, totale 2 euro / giorno, in un anno corrispondono a 730 euro.

Tempo richiesto per trovare, registrare e rimettere in piedi i 10 siti... 2 giorni al massimo.

Poichè il tempo non abbonda mai, prevediamo 28 giorni di riposto. Allo scadere del primo mese, lavoreremo altri 2 giorni per creare un nuovo network di 10 siti. Poi ancora riposo, e poi nuovamente a lavorare. Così per un anno.

Al termine dell'anno avremo sostenuto un investimento totale pari a 1.200 euro, che sarà la spesa fissa da sostenere per ciascun anno. L'utile lordo del primo anno sarà pari a: 4.680 euro. Questo perchè il primo mese guadagnerete solo 60 euro, il secondo 120, il terzo 180 ecc.

Dal secondo anno in poi, l'utile lordo mensile sarà di 720 euro, in un anno 8.640 euro. Tolti i 1.200 euro di spese fisse restano 7.440 euro netti ossia 620 euro al mese.

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Nesso fra numero di pagine e accessi ad un sito

Esiste un nesso fra numero di pagine di un sito e numero di visitatori? E’ una domanda che mi sono posto spesso.
E’ vero che, un numero maggiore di pagine (con l’eccezione di siti che sfiorano lo spam) normalmente è sinonimo di un maggior numero di argomenti e, inevitabilmente, una maggior probabilità di finire nelle SERP e, conseguentemente, un maggior numero di accessi, ma anche un potenziale bacino di link maggiore.
Ma, nel caso di un sito che tratti un dato argomento X, formato da 10.000 pagine di contenuti originali e di buon livello, riscuoterà più visite se tali pagine sono sviluppate in un unico sito o se sono distribuite, ad esempio, in 2 siti da 5000 pagine ciascuno? O magari in 5 siti da 2000 pagine?
Intendo dire, nell’ipotesi che l’argomento resti sempre il medesimo, e che ciascun sito abbia un numero pressoché analogo di link verso di se, produrrà più accessi il singolo sito o più siti (dalla somma degli accessi di ciascuno)?

E’ ovvio che, chi punta al brand del sito, alla diversificazione degli obiettivi (e quindi del business) sarà maggiormente propenso a tenere tutto sotto il singolo dominio. Ma se il core business è (ad esempio) l’adv, il guadagno è, normalmente, proporzionato agli accessi. Sarà quindi quest’ultimo elemento quello di maggior rilievo, e quindi sarà importante comprendere il ruolo, il peso, del numero delle pagine rispetto agli altri elementi. La domanda è… giunge un momento in cui, l’utilità marginale della singola pagina aggiunta ad un sito grosso, è minore dell’utilità della pagina aggiunta ad un sito piccolo o medio?
Difficile determinarlo senza avere grosse quantità di dati da analizzare.

Dalla mia personale esperienza che, anche per via di altre considerazioni, mi ha portato a formare un unico grosso sito, devo dire che, alla crescita del numero di pagine del sito, non si è accompagnata una uguale progressione nel numero di accessi. Tuttavia mi risulta più semplice posizionare alcune key e, quando le key sono rilevanti, poche pagine sono in grado di fare la reale differenza.

Ma in senso più generale? Cosa sarebbe più opportuno fare? Forse, e qui contravvengo con le mie stesse idee, sarebbe meglio creare 3-4 grossi siti, che non un solo mega, enorme, sito.

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18 settembre, 2006

About me

Mi sembra doveroso iniziare questo blog con una presentazione (per quanto possibile breve).
Sono un appassionato della rete, da quando ho iniziato ad utilizzare internet, agli inizi del 1999, non solo non ho più smesso, ma è stato un costante crescendo.
In internet trascorro buona parte della mia giornata. Da mattina a notte fonda. Ho trovato il modo di "piegare" il web alle mie esigenze, creandomi un
lavoro che nasce, in realtà, dall'unione di due passioni, lo sport e internet stessa.
Uso la rete come una sorta di amplificatore delle mie inclinazioni. Per questa ragione ho messo in rete più di un sito web, ciascuno per veicolare una qualche mia passione, dallo sport al web, dalla poesia al legame con la mia terra d'origine.
Ho un centinaio di domini, la maggior parte dei quali incentrati sul mio lavoro.
Sono spesso presente nell'aera "motori di ricerca e webmarketing" del forum di html.it, con il nik PiccoloElfo e Piccoloelfo2. Cerco di accrescere, (anche qui per pura passione), le mie conoscenze riguardo il marketing e la promozione di un sito web. Per tale ragione potreste facilmente incontrarmi tanto allo SMAU e al Webbit, quanto alla Fiera del fitness.
Seguo decine di blog mediante feed (santa invenzione) e, dopo averci molto pensato, ho deciso di togliere la ruggine dal vecchio netblog, e riproporlo in questa nuova versione.
Scrivo fiumi di inchiostro virtuale in rete, da qui l'incipit stesso del blog "Il giorno che dovessi togliere i miei siti dal web... a google toccherà deframmentare" :-)
FAQ
- Ma sei lo stesso "piccolo elfo" di www.piccoloelfo.it?
- Si sono sempre io!

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