24 gennaio, 2007

Migliorare la popolarità e il posizionamento di un sito

Colgo l’occasione di una interessante discussione nata nel forum di html.it, per raccogliere e ordinare le risposte che ho fornito nel 3d.
Senza naturalmente la pretesa o presunzione di avere in mano la verità assoluta.

La discussione è nata con la richiesta da parte di un utente che, testualmente, domandava:

D:. Scambio link, come controllate i siti che ve lo prongono?
Usate dei tool per controllare la validità dei siti che vi chiedono scambio link?C'e' un modo per vedere se la pagina ha un pr falso, un redirect 301 ecc? A proposito di quest'ultimo, è buono avere un link da una pagina che usa sta tecnica?


Devo dire che lo “scambio link” è una pratica “dura a morire”, con l’unico vantaggio che è ancora in voga presso molti miei competitor e, questo, mi fa dormire sonni più tranquilli.

La validità di uno scambio link è tendente (a mio avviso) allo 0.Quello che appare come un incremento di PR, è uno specchietto per le allodole, per continuare a tenere in auge tale pratica presso alcuni wm (per scopi che preferisco non approfondire).
Le ragioni sono molto semplici. Qual'è la funzione di un link?
Quando un wm inserisce un link verso un sito che non sia il suo? (intendo in quali circostanze "naturali").
Se in modo spontaneo e naturale linko un sito esterno, senza contattare nessuno, ma solo perchè lo reputo valido, quante probabilità ho che tale link venga ricambiato?
Anche in questo caso la risposta è: probabilità prossime allo 0.
Ora... quando Google o chi per lui nota che un sito ha un numero di link verso altri siti, che percentualmente lo linkano in maniera massiccia in ritorno, quanto ci mette a capire che tali link non sono "normali" e non assolvono al ruolo di "premiare" un sito, ma costituiscono solo un tentativo di "far apparire qualcosa che non è"?.

Diciamo, considerati i processori dei server di google, che impiega un tempo fra un millesimo ed un centesimo di secondo.
Risultato? Invece che "premiare", lascia (nella migliore delle cose) tutto inalterato. Ad eccezione del PR (per non mettere in allarme la maggior parte dei WM) che altrimenti si ingegnerebbe con sistemi differenti. IMHO, meglio lasciar perdere lo scambio link!

Riguardo l’uso del 301 è ancora più deleterio di un normale scambio link! E' come chiedersi "è utile farmi curare da un medico con una finta laurea?"

D.: ma intendi anche scambio link incrociato? nel senso che tu mi linki il mio sito A e io ti linko da un mio sito B.

certo che si, non è complesso da scovareSito A intestato a Pinco linka B intestato a CaioSito C intestato a Caio, linka A intestato a Pinconon è difficile!Tutto quello che è "innaturale" può essere scovato con facilità. Lo scambio link (a tavolino) che porta popolarità, è più complesso ed elaborato. Quindi non significa che in assoluto non sia possibile ottenerlo, ma non certo con tale semplicità come quella sopra esposta.

D.: allora quali sono i fattori che ci portano ai primi posti dei motori?

I fattori che determinano un buon posizionamento sono molteplici. Non riassumibili in un post. E per restare in topic, prenderò in esame solo il fattore popolarità, ossia i BL che un sito riceve. Quindi diamo per assodato che i BL siano importanti ai fini del posizionamento.Pertanto... sono da massimizzare.

Semplificando tutto, ci sono 2 modi per massimizzare i BL di un sito.

A) Tecniche SEO, implicano ben altro che uno scambio link fatto fra webmaster (magari con uno dei tanti annunci che si leggono sui forum). Per fare questo occorre, o rivolgersi ad un SEO (Serio e bravo, quindi non economico) o sviluppare le competenze tecniche necessarie e la conseguente rete di siti da usare ad hoc.

B) In modo "naturale". La stragrande maggioranza dei WM prova ad alzare la popolarità del sito proponendo/ricercando lo scambio link. Peccato che, così facendo, non compie un meccanismo naturale, e disperde tempo alla ricerca del nulla, non solo... esce allo scoperto agli occhi dei motori! Informa chiaramente che sta provando a fare il furbo.

Come correggere tale situazione?

Semplicemente invertendo il normale "iter".Sempre semplificando, qual'è il normale iter?

Voglio guadagnare (soldi, notorietà ecc), Faccio un sito in 2 ore, voglio essere primo nei motori per poter soddisfare la prima condizione, avvio uno scambio link, dedico giornate intere allo scambio link.

L'iter corretto sarebbe.
Ho qualcosa da "comunicare", voglio farlo attraverso un sito, pianifico il lavoro, realizzo il sito, lo aggiorno e lo farcisco di contenuti originali che altri non hanno, lo aggiorno frequentemente e ne semplifico la navigazione. I motori iniziano a premiarmi e mi rendono visibile. Molti gestori di altri siti mi vedranno, apprezzeranno e linkeranno il mio sito. I motori inizieranno a premiarmi sempre di più, ne consegue che più persone mi vedranno, e ancor più mi linkeranno (ecc. ecc. in un circolo virtuoso). Raggiunti molti visitatori potrei decidere di guadagnare (oltre che in popolarità, già ottenuta, anche economicamente).

L'iter 2 è più fruttoso, più impegnativo e... funziona! Il tempo impiegato è pressochè uguale nei due iter. Cambia solo il tipo di lavoro, di impegno e, naturalmente... i risultati.Come se non bastasse, poichè l'iter 2 verra sempre snobbato dalla gran parte dei WM (è inevitabile che accada), chi segue tale comportamento avrà anche "vita facile" nell'emergere.Se tutti seguissero l'iter 2, sarebbe un bel guaio, perchè ci sarebbe troppa "qualità" da premiare.Ed allora, e solo allora, occorrerebbe (forse) ingegnarsi con i tanto amati "trucchi e trucchetti"

A questo punto è intervenuto un nuovo utente, aggiungendo la corretta osservazione:

Tu giustamente dici, fai un bel sito, lo rendi search engine friendly, navigabile, vieni visto bene dai motori e, oltretutto, raccimoli link naturali.Ma se parliamo di un sito di un'azienda medio piccola (quindi non famosa) che vende microscopi di precisione? E' molto più difficile essere linkati in maniera naturale.

Dunque, innanzitutto occorre fissare lo scopo. Questo vale, a mio avviso, per qualsivoglia obiettivo che uno vuole raggiungere.Sono al punto X voglio arrivare al punto Y, quante strade individuo? Scarto quelle pericolose, e scelgo quella che per me è la migliore.Orbene, noi stiamo parlando di come ottenere link esterni, al fine di aumentare la popolarità del nostro sito. Stop. Giusto?

Non metto altra carne al fuoco (tipo il reale bacino di utenza di un sito, la % del target che si connette, le modalità con le quali si generano utili ecc.).Vogliamo solo ottenere link.Ho esposto le ragioni per le quali reputo sconveniente lo scambio link.

Ora... se un sito tratta un settore particolare, solo all'apparenza non esistono argomenti per ampliare la sua rete di contenuti.Nel caso dei microscopi di precisione, per riprendere il tuo esempio, se c'è la volontà, l'interesse e/o il budget, creare 1000 pagine di contenuti è uno scherzo.

Cito (da ignorante) le prime macro aree che si potrebbero approfondire:
- storia del microscopio
- tipi di microscopio (ottico, a scansione elettronica ecc.)
- tipi di lenti- database tecnico dei modelli (anche quelli della concorrenza, la qualcosa genera almeno 2 vantaggi ma non mi dilungo)
- ambiti scientifici di impiego del microscopio
- le scoperte di maggior rilievo raggiunte con tale strumento
- manuale d'uso di più modelli di microscopioecc. ecc. ecc.

Poni di realizzare 1000 pagine di contenuti. In ciascuna pagina un rimando alla zona del sito di maggior rilievo per l'azienda. Rimando visibile ma non invadente.Cosa genera questo? molti link verso questo bacino di informazioni che, come un imbuto, le focalizzano nelle aree per te più importanti.

Questo solo esaminando il fattore link. (ma ci sono altri vantaggi).Capisco che non tutti possano avere risorse per realizzare quanto sopra, ma ci sono anche delle semplici ed economiche alternative per farlo (spero che non mi vengano chieste perchè sono alla base di una mia imminente implementazione)Restando nell'ambito della "rilevanza" di un sito, ci sono poi una serie di fattori a catena. Gli elementi non sono MAI fra loro slegati.

Ad esempio, molti siti espongono la pubblicità di adsense. Se un sito ha lavorato bene, presto o tardi, qualche azienda sceglierà di pubblicizzarsi in quel sito. Giusto? Chi ci dice che non scatti un campanello d'allarme che segnali "questo sito deve avere qualcosa di buono". E cosa succede se 3 competitor vogliono comparire come sponsor di un unico sito? Google potrebbe interpretarlo come un feedback in più? Se lo facesse, darebbe ulteriore rilievo al sito, con conseguenti più visitatori, più guadagni e maggiori potenziali link.Per carità, quest'ultima parte è solo una mia supposizione.

Non ci sono argomenti che non consentano di buttar già 1000 pagine di contenuti. Basta volerlo.Se anche il tuo obiettivo fosse vendere rivettatrici automatiche in acciaio inox (non so neppure se esistono), potresti parlare:
- dell'acciaio
- delle leghe metalliche
- del processo di produzione delle lamine
- degli altri materiali che compongono la rivettatrice
- di tutti i possibili usi e trucchi per il fai da te
- dei tipi di rivetto impiegabili- della storia dei rivetti
- delle curiosità (si dice che il Titanic sia affondato per la scarsa qualità dei rivetti dello scafo)ecc. ecc. ecc.

D.: Quello che dico io e' che i famosi link spontanei al 90% dei casi verranno da siti piccolini o blog se il tuo sito tratta turismo, perche' penso che nessun concorrente linkerebbe mai il sito di un suo diretto concorrente, o mi sbaglio?

Si ti sbagli.Magari i competitor non ti linkeranno, così come non saranno ben disposti allo scambio link. Ma se il sito è di qualità, non vedo perchè grossi siti non possano linkarti.A maggior ragione un grosso sito è più probabile che ti linki, e non che accetti uno scambio link. Hai mai visto un sito importante con a fondo pagina i solito 30 link con scritto "partner"?! Io non ne ho mai visti!Anche questo è sintomatico, i grossi siti, importanti e istituzionali, non fanno scambio link, ma crescono sulla base dei contenuti offerti.

Il posizionamento è come una torta.

C'è una ricetta, e questo implica che gli ingredienti siano più d'uno e devono essere miscelati con raziocinio. Il fatto che la torta sia un dolce, non significa che basti solo lo zucchero, o che necessariamente non occorra un pizzico di sale ecc. ecc.

Gli ingredienti sono i vari elementi che determinano la buona riuscita del dolce.Ma non sono comunque tutto.C'è sempre la mano del pasticcere (del SEO). Se da un punto di vista teorico gli ingredienti sono gli stessi, sapere quando aggiungerli, la velocità d'aggiunta, l'ordine di miscelazione, come si amalgama il tutto, i tempi di cottura, è opera del pasticcere. E pur rispettando gli ingredienti, potremmo avere risultati estremamente diversi se non opposti.

Ecco perchè, a fronte di tanta teoria, conta anche l'intervento umano nella buona riuscita del posizionamento. Volersi ostinare a usare un elemento solo perchè "ne abbiamo la dispensa piena" potrebbe vanificare il risultato. Così come eliminarne del tutto uno perchè il supermercato che lo vende dista troppo da casa nostra.

Poi ciascun pasticcere ha i suoi "trucchi" derivanti dall'esperienza, e non parlo di trucchi in senso stretto. Mi riferisco a tutti gli elementi che sono marginali nella preparazione del dolce e che, se di norma non fanno la differenza, quando ci si confronta fra grandi chef... danno il tocco in più.Mi spiego meglio. Se faccio una torta e partecipo ad una gara contro un grande chef, o uno chef professionista... il risultato è prevedibile.Se la gara è tra chef di alto rango, il risultato è meno prevedibile, e possono influenzare il risultato anche elementi apparentemente insignificanti, come (ad esempio) il tipo di forno usato nella cottura. E chi si diletta tra i fornelli sa che è vero.E' ovvio che nel perdere la competizione con un grande chef, la colpa non è stata del mio forno, ma di elementi più macroscopici.Quindi fra un ottimo SEO, e un SEO scarso, non saranno i dettagli a fare la differenza, ma probabilmente la sostanza.Ma se ci si scontra con ottimi SEO (o si prova a scalare serp importanti), anche cose apparentemente meno di rilievo divengono fondamentali, compreso il tipo di Hosting e la ditta che lo gestisce. Se si aspira a grandi risultati, niente deve essere trascurato.

Ma lo scambio link non rientra in queste sottigliezze, mi sento di reputarlo (senza timore di smentita) fra le cose macroscopiche.Che il PR conti meno del testo, questo credo sia assodato.Che un PR farlocco, o derivante da attività "improprie e/o artificiose" conti mooooolto meno di un PR "naturale", credo possa essere un teorema.Che senza testo sei con l'acqua alla gola, mentre senza PR puoi anche essere in prima posizione, credo sia apprezzabile con un po' di ricerche.

D.: per migliorare la posizione anche di un solo posto, cosa bisogna fare?

1) analizzare la key

2) analizzare i competitor
3) NON essere "buonisti" con il lavoro già svolto
4) studiare una strategia per migliorare il posizionamento
5) verificare se il "costo" della strategia è giustificato dal "ritorno" generato dal posizionamento
6) attuare la strategia.

Infine, una domanda me la pongo da solo: perché pubblicare tutte queste info che potrebbero avvantaggiare anche un mio potenziale competitor?

Perché il mio “concetto” della rete si è formato negli anni 90, quando lo spirito era di scambio e accrescimento, e pur essendo divenuta parte integrante del mio lavoro, non posso rimuovere tale imprinting.
Se un competitor in gamba legge queste info, e le adotta, migliorerà nel suo piccolo una parte di internet, a vantaggio di tutti, anche mio nel momento in cui avrò bisogno di informazioni.
Se il competitor vuole solo pasticciare un po’ il web, nella speranza di arricchirsi inseguendo un Eldorado non più possibile, non credo si prenderà neppure la briga di leggere tuta questa “mappazza” di cose.

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19 gennaio, 2007

Controllare gli accessi derivanti da una campagna adv su cartaceo

Sono di norma contrario ad effettuare pubblicità su magazine cartacei, quando si tratta di promuovere un sito internet.

Le ragioni sono le più disparate, e vanno dalla possibilità di dimenticare l'indirizzo internet del sito, alla scarsa propensione a mantenere vivo l'interesse per un periodo di tempo così lungo, quale quello che intercorre fra la lettura dell'adv, e il momento in cui ci si ritrova col PC connesso davanti a se.


A questo è da aggiungere che, facendo tale promozione (anche su riviste specializzate), i potenziali utenti sono quelli che si trovano a cavallo di due interessi.

Per dirla in termini matematici, dati due insiemi, i potenziali utenti sono quelli che nascono dall'intersezione di due insiemi.

Se ad esempio ho un sito che parla di "mele" e acquisto uno spazio su un quotidiano (quindi generalista) i miei potenziali utenti saranno solo quelli che sono "appassionati di mele" e (contemporaneamente) "utilizzatori abituali di internet".


Posso ovviare a tale problema facendo una campagna mirata su una rivista che parla di mele. Quindi pescando già in un insieme di utenti in target col mio sito. Ma, anche in questo caso, solo quelli che usano il web, sono potenziali interlocutori del mio messaggio.

Idem se pubblicizzo il tutto su una rivista che parla della rete.

Quindi, oltre a ridurre inevitabilmente il mio potenziale ritorno (cosa che può avvenire anche in settori diversi) sommo la difficoltà di "trasformare" in accesso l'interesse di un soggetto (per i motivi visti prima).


Pubblicizzare un sito su un altro sito, è certo più "predisponente" al clik. Si è già davanti al PC, già connessi, ecc.


Può capitare, tuttavia, che per varie ragioni ci si trovi ad attivare una simile campagna (a me è successo in questa settimana).


Come misuriamo il ritorno di accessi derivante?

Se un sito ha pochi utenti unici giornalieri (diciamo un centinaio), è estremamente facile notare anche piccoli incrementi. 50 utenti in più, sono immediatamente visibili. Ancor più se giungono digitanto direttamente l'url, quindi senza referer.


Ma se un sito ha 10/20.000 utenti unici al giorno? Molti dei quali fidelizzati (che quindi digitano l'url direttamente o pescano tra i preferiti), come risolvere il problema?


Credo di aver pensato ad un "uovo di colombo", niente di eccezionale dunque. Semplicemente, se il nostro sito è banane.it, nell'adv su cartaceo, promuoveremo banane.com (ovviamente entrambi i domini devono essere nostri e puntare sul medesimo spazio e, il .com non deve essere - di norma - usato in altri frangenti sul web).


In questo modo sarà molto più semplice misurare il numero di accessi che deriveranno dal .com, quindi direttamente attribuibili al ritorno pubblicitario.

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