28 giugno, 2008

Era mio figlio

Dopo aver letto Gli ultimi giorni di Marco Pantani non ho resistito e mi sono tuffato anche in Era mio figlio.
Ovviamente non è possibile fare un paragone sui due stili, uno un po' più distaccato e legato alla cronaca, l'altro intriso di sentimento ma più "romanzato".

In ogni caso entrambi molto magnetici.

Ho concluso la letura in pochi giorni, e non mi vergogno di dire che alla fine avevo gli occhi lucidi, per la straordinaria ed emozionante conclusione. Per quanto, leggendo di pagina in pagina, e conoscendo l'inevitabile conclusione, avevo quasi timore di terminare il libro. Lo stesso timore che ci assale quando vediamo per la seconda volta un film il cui finale non è lieto, e continuiamo irrazionalmente a sperare che le cose possano andare diversamente.

Ottimo lo stile, il continuo cambio di ritmo, qusi si trattasse di una tappa ciclistica. Mi rammarico per quanti potranno conoscere il Pirata solo da queste pagine, senza mai aver avuto il piacere di vivere quando anche lui era vivo.

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03 giugno, 2008

gomorra

Lo so, lo so, arrivo tardi.
Il libro lo avevo preso da tempo, ma tra i tanti non avevo ancora cominciato la lettura. Poi mi sono reso conto che era uscito il film (che non ho ancora visto, ma che avrei voluto vedere DOPO aver letto il libro) ed ho messo "Gomorra" di Roberto Saviano, in cima alla lista di libri da leggere.

Peraltro terminato appena in tempo, perchè De Carlo ne ha sfornato un altro la cui lettura inizierò domani.

Che dire di Gomorra che non sia già stato detto? A parte che andrebbe letto, a parte che lo metterei fra i libri di testo delle scuole superiori (assieme ai Promessi Sposi o alla Divina Commedia) non tanto per la pur ottima stesura, quanto proprio per il messaggio.

Perchè se lo avessi letto nell'età in cui si vuole cambiare il mondo, probabilmente avrei provato rabbia e ancor più voglia/convinzione che questo mondo andrebbe cambiato.

Leggerlo quando il mondo (per forza di cose) inizia a cambiarci... la rabbia che si prova è quella dell'impotenza. Perchè di fronte ad una tela di potere così vasta e profonda, non credo che il primo pensiero sia "qualcosa si può fare".

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