15 agosto, 2008

Il caffè sospeso

Anni addietro, diciamo intorno al 1997, mandavo giù libri di De Crescenzo a ritmo veloce.
Anche l'aforisma della mia tesi di laurea vede in De Crescenzo l'autore.
Poi... poi come tutti i grandi amori, prima o poi si affievoliscono, si finisce col non frequentarsi più. E sempre come tutte le storie finite, capita che ci si reincontri, quasi per caso. Allora una cena assieme è doverosa.

Il mio casuale incontro con l'ultimo libro di De Crescenzo è avventuto tra gli scaffali di una Coop. Fosse acaduto in libreria che casualità sarebbe stata?
Portato a casa "si è fatto leggere" in pochi giorni.
Un elenco di piccole parentesi, piccoli brani. Ma dal sapore del già visto, già letto, già noto. Forse meglio non comprarlo affatto, lasciare intatti i "ricordi" di altri libri. Vi risparmio anche qui la facile ed intuibile similitudine con gli ex amori.

Troppe rivisitazioni nei brani, rievocazioni di personaggi e scene, presenti dai tempi del film "così parlò Bellavista". Ecco, forse l'unica cosa che riconosco al libro è di avermi spinto a rivedere il film.

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11 luglio, 2008

Durante

Ho finito prima del previsto la lettura dell'ultimo libro di Andrea De Carlo. Ed è una cosa un po' insolita per le mie abitudini di lettore, dato che tendo a leggere i libri dopo un po' di "stagionatura". Ragione per la quale finisco col NON leggere libri che mi sarebbe interessato avere per le mani. Come ad esempio "La Casta" di Rizzo e Stella. Perchè leggerli 2 anni dopo la pubblicazione non ha molto senso.

In genere trascorre un annetto dalla pubblicazione del libro prima che decida di acquistarlo e poi resta un altro annetto ad ambientarsi sul mio scaffale, prima di passare alla lettura.
Questa volta, ribadisco, ho fatto un'eccezione.

"Durante" è un ottimo libro. Mi serviva tornare a leggere il De Carlo che più mi piace, dopo la "pseudo-prevista-delusione" di Macno.

In questo nuovo libro ho ritrovato alcuni tratti che già avevo amato nel suo precedente "Nel momento". Tornano i cavalli a far da sfondo alla storia e furgoncini e strade sterrate e polverose.
Lo stile lo si riconosce ad un miglio di distanza. Fin dalle prime pagine poi, dalle descrizioni del luogo, ho inteso che quello che viene definito "Trearchi" è in realtà "Urbino".

Città a me estremamente cara, le cui vie conservano una infinità di mie emozioni e ricordi, città in cui De Carlo attualmente vive, e dove lo scorso anno l'ho intravisto, chiedendo un autografo ma senza fermarmi a subissarlo di domande o altro. (E me ne sono un po' pentito).

Insomma Urbino è riconoscibilissima per chi ci ha vissuto, ma via via che scorrono le pagine diviene sempre più evidente che si tratta di lei a chiunque conosca almeno un po' il territorio italiano.

La storia scorre via bene. Parte forse più rapidamente del solito e termina sempre lasciando mille potenziali interpretazioni, rispetto agli altrettanti potenziali sviluppi.
Sino alla fine ho fatto enorme fatica a "scegliere" con quale personaggio identificarmi. Accade sempre, quando si legge un libro o si vede un film, di identificarsi con qualcuno. In questo caso non riuscivo a decidere.

In conclusione, bello, bello bello. Peccato che nel testo ricorra 3/4 volte un termine che odio e che invece De Carlo usa spesso: "ingollare", nelle varie declinazioni possibili. Ma davvero, notarlo, è un dettaglio da semi psicopatico.
Ipersoddisfatto, un volume consigliato agli amanti del genere, ed anche a chi vuole avvicinarsi a questo autore.

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28 giugno, 2008

Era mio figlio

Dopo aver letto Gli ultimi giorni di Marco Pantani non ho resistito e mi sono tuffato anche in Era mio figlio.
Ovviamente non è possibile fare un paragone sui due stili, uno un po' più distaccato e legato alla cronaca, l'altro intriso di sentimento ma più "romanzato".

In ogni caso entrambi molto magnetici.

Ho concluso la letura in pochi giorni, e non mi vergogno di dire che alla fine avevo gli occhi lucidi, per la straordinaria ed emozionante conclusione. Per quanto, leggendo di pagina in pagina, e conoscendo l'inevitabile conclusione, avevo quasi timore di terminare il libro. Lo stesso timore che ci assale quando vediamo per la seconda volta un film il cui finale non è lieto, e continuiamo irrazionalmente a sperare che le cose possano andare diversamente.

Ottimo lo stile, il continuo cambio di ritmo, qusi si trattasse di una tappa ciclistica. Mi rammarico per quanti potranno conoscere il Pirata solo da queste pagine, senza mai aver avuto il piacere di vivere quando anche lui era vivo.

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03 giugno, 2008

gomorra

Lo so, lo so, arrivo tardi.
Il libro lo avevo preso da tempo, ma tra i tanti non avevo ancora cominciato la lettura. Poi mi sono reso conto che era uscito il film (che non ho ancora visto, ma che avrei voluto vedere DOPO aver letto il libro) ed ho messo "Gomorra" di Roberto Saviano, in cima alla lista di libri da leggere.

Peraltro terminato appena in tempo, perchè De Carlo ne ha sfornato un altro la cui lettura inizierò domani.

Che dire di Gomorra che non sia già stato detto? A parte che andrebbe letto, a parte che lo metterei fra i libri di testo delle scuole superiori (assieme ai Promessi Sposi o alla Divina Commedia) non tanto per la pur ottima stesura, quanto proprio per il messaggio.

Perchè se lo avessi letto nell'età in cui si vuole cambiare il mondo, probabilmente avrei provato rabbia e ancor più voglia/convinzione che questo mondo andrebbe cambiato.

Leggerlo quando il mondo (per forza di cose) inizia a cambiarci... la rabbia che si prova è quella dell'impotenza. Perchè di fronte ad una tela di potere così vasta e profonda, non credo che il primo pensiero sia "qualcosa si può fare".

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27 maggio, 2008

Benzinai truffaldini

Pensavo che non mi sarebbe mai successo. Parlo di imbattermi in un benzinaio stronzo truffaldino. Ma considerati i km che annualmente macino in autostrada (diverse decine di migliaia), prima o poi doveva accadere. E così estato.

In una stazione di servizio ERG, a pochi Km a sud di Roma, in direzione Napoli. Ovviamente mi permetto di indicare insegna e luogo, perchè ho tanto di timbro sulla scheda carburante che comprova la veridicità di quanto affermo, oltre alla foto che correda questo post. Quindi non si tratta di diffamare ma di fare la cronaca di un evento.

Giungo in questa stazione di servizio con la macchina in riserva. Come faccio praticamente sempre. Pertanto, facendo (almeno) un pieno a settimana, so esattamente quanto pagherò (una cifra che oscilla dai 65 ai 67 euro a seconda di "quanta riserva" ho utilizzato).

Infatti scendo dall'auto con già i soldi chiusi in una mano e la scheda carburante nell'altra. Uno dei due addetti alla pompa giunge dal mio lato, così vicino allo sportello che quasi ho difficoltà a scendere. Mentre apro lo sportello mi chiede:

- Pieno?
- Si, pieno grazie

Lo sento comunicare all'altro ragazzo, quello dal lato del bocchettone, "fai il pieno".

Poi mi chiede se voglio l'additivo, che è in promozione, mentre si allontana con in mano la scheda carburante. Dico che non mi occorre alcun additivo, e sento che continua a chiedermi "dove devo mettere il timbro?" (Minchia penso, ne avrai messi a migliaia, come fai a non saperlo?!

Comunque mi avvicino e glielo indico. Poi continua...

- Laviamo il vetro?
- No, non occorre grazie.

Intanto tutto questo darsi da fare mi aveva insospettito. Mi avvicino all'auto, di fianco al ragazzo che stava erogando la benzina.
Sempre con i soldi chiusi in una mano.

La pompa segnava 56,00 euro, e continuava a girare. Tutto normale. Sino a che vedo visualizzare 60,00 euro, importo al quale (solitamente) il benzinaio inizia a mettere la restante parte con cautela. Invece la benzina veniva giù che era un piacere.

Arriva a 65,00 euro e nulla, 70,00 e ancora scorre, 75,00 ed inizio a capire come mai il compare del benzinaio avesse provato ad allontanarmi dalla pompa, ma non dico nulla. Guardo negli occhi il ragazzo che faceva benzina, con aria di sfida, come per dire "mo vediamo fin dove arrivi", la benzina continua ad andare... arriva a 75,00 euro, poi 80,00 infine a 85,00 euro si ferma.

Ora... che invece di 65,00 ce ne fossero andati 70,00 euro... oltre al dubbio del raggiro, non mi restava altro. Ma da 65 a 85... ci corre un bel po' di differenza.

Così quando il ragazzo mi dice:
- 85,00 euro...

io rispondo
- Si?! In quale macchina?!
- Come in quale macchina?... qui 85,00 euro
- Senti, qui dentro 85,00 euro non entrano neppure se ti ammazzi...
- Ma no, non devi guardare gli euro, ma i litri...
- E secondo te entrano 58 litri nel serbatoio di un'astra?

Intanto due compari si stavano avvicinando a dare manforte al benzinaio. Così, ho prontamente chiuso l'auto, per evitare qualche casino ed ho aggiunto...

- Guarda per me puoi cominciare a svuotare il serbatoio, così vediamo quanti litri entrano, intanto sto chiamando i carabinieri e vediamo di sbloccare la situazione.

Gli ho fatto vedere che avevo già composto il numero sulla tastiera e stavo per premere invio...

A quel punto hanno cominciato a bofonchiare qualcosa. Tipo un errore, che probabilmente la macchinetta aveva segnato male ecc.
Alla fine gli ho dato 60,00 euro, e ho detto che se non andava bene potevano prendere il numero di targa e denunciarmi.

Intanto ho fatto vedere che stavo anche fotografando la pompa di benzina.
Sono entrato in auto e sono andato via.

Per quanto mi riguarda benzina alla ERG non ne farò più, sconsigliandola ovviamente a quante più persone possibile. Certo non fallirà per mano mia, nè risentirà in alcun modo. Ma pazienza.

Mi rendo anche conto che la ERG come marchio non ha responsabilità diretta, ma di sicuro se volessero controllare l'operato dei loro dipendenti, ERG come gli altri operatori ne avrebbero tutte le possibilità. Invece preferiscono lasciare al caso. Ed in questo si, sono responsabili.

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Macno

Non è recentissimo come libro, ma faceva parte di quelli di De Carlo che attendevano d'esser letti.
E così è stato.

Mi ha condotto all'ultima pagina lo stile dello scrittore, che persuade alla lettura quand'anche parli del nulla.

Leggendo Macno, continuavo a ripetermi "Fortuna che non è stato il primo dei suoi libri che hai letto!"

Fortuna che non lo è stato, altrimenti mi sarei perso tutti gli altri ottimi volumi che ha realizzato. Perchè, francamente, pur essendo un fan "a prescindere", devo dire che la storia proprio non sta in piedi. O meglio, sembra un frame qualunque, di un contesto molto, molto, molto più ampio.

Come vedere il singolo fotogramma di un bel film, per quanto bello, non racconta nulla. Ecco, questa è stata la mia sensazione.

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14 maggio, 2008

serial clicker, gro$$e aziende, e internet

Ieri, mentre ero in viaggio di ritorno verso Bologna, squilla il telefono. Era il proprietario di una struttura sportiva che cercava una gro$$a azienda (chiamiamola XY), operante in un settore affine al mio.

E' un'azienda che ha i miei medesimi anni. Attenzione, non gli anni della mia azienda, proprio la mia età anagrafica. Esiste quindi da un bel po' ed ha avuto tempo di crescere e divenire uno dei maggiori player del settore.

Come spesso accade però... tutte le grosse aziende tendono a sottovalutare (ignorare?) la presenza sul web.

Risultato? Cercando su un motore di ricerca XY proprio col loro nome, non compaiono neppure. Al loro posto (e non per operazioni illecite o scorrette) compare il sito della mia azienda.

Ecco che, mischiando una gro$$a azienda invisibile sul web, ed un po' di imperizia nell'uso dei motori di ricerca (da qui il termine serial clicker, ossia colui che clicca forsennatamente sui primi risultati), chi cercava XY si è messo in contatto con un diretto concorrente.

Ovvio che per correttezza ho chiarito subito che non ero chi cercava. Ma, forse per non dover fare altra fatica nel cercare, o forse proprio perchè sono stato corretto... quel che doveva concludere con XY, lo ha concluso con me.

Il bello è che il mio competitor spende fior di quattrini per promuovere con metodi tradizionali il suo operato, ottenendo (tra l'altro) di farmene beneficiare a costo 0.

Ovviamente non è la prima volta che capitano simili situazioni, e questo dovrebbe ancor di più far riflettere.
Il mondo si evolve, i dinosauri, presto o tardi, sono destinati all'estinzione.

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29 aprile, 2008

Markette magazine

Che nei giornali di ogni tipo siano spesso presenti finti articoli, che altro non sono che pubblicità più o meno occulte (markette), è risaputo.

Ma se in un magazine trovo l'articolo che espone i vantaggi e le meraviglie di un prodotto/servizio, e 3 pagine dopo vedo una pubblicità del medesimo prodotto/servizio in tutta pagina... la cosa perde di efficacia, palesa la marketta!
Diviene sgradevole e meno performante.

Non sarebbe meglio comprare in un numero della rivista l'adv classico e in un numero successivo il finto articolo? Eviterebbero di palesare che è tutta una montatura, e reitererebbero (1) il messaggio.

Delle due una... o non ci arrivano, o a me sfugge qualcosa. Oddio... può darsi che semplicemente reputino il pubblico troppo stupido per accorgersene. In questo caso ci sarebbero gli estremi per smettere anche di comprare la rivista.

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Vi segnalo l'ottimo post su minimarketing.it dedicato ai cartelloni stradali. Percorrendo 45/50.000 km annui, ho sempre fatto le medesime considerazioni, soprattutto per quanto riportato al punto 3 e 4 ;-)
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(1) ho un debole per le key che restituiscono pochi risultati su MrG, per "reitererebbero" al momento sembrano esserci solo 52 risultati.

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