05 aprile, 2008

Meglio una crescita in orizzontale o in verticale?

In ogni ambito di competenza, giunge il momento in cui la propria posizione si consolida.
A questo punto sorge, a mio avviso, la necessità di una inevitabile decisione, la crescita in senso orizzontale o in senso verticale.


La crescita in orizzontale implica di allargare i propri interessi verso ambiti affini. Se ad esempio ho un sito che parla di mele, o se sono un gommista, inizierò a interessarmi anche di pere o, nel secondo caso, anche di sospensioni.

La crescita in verticale implica invece di sviscerare una nicchia nella maniera più approfondita possibile. Quindi, nell’esempio di prima, inizierò ad occuparmi delle proprietà delle mele, della storia ed evoluzione di una particolare specie, sino a sapere tutto, ma proprio tutto, quello che è umanamente possibile sapere in quel preciso settore. Nel caso del gommista, potrei aprire un centro specializzato solo in pneumatici per fuoristrada, dove trovare davvero ogni tipo di gomma si possa desiderare per un 4×4.

Nel caso di un sito web, tale processo si realizza quando si hanno già una discreta base di contenuti, tali da essere adeguatamente esaustivi di un dato settore. A quel punto potrà essere utile allargare in orizzontale l’ambito degli argomenti trattati (ad esempio tutti i servizi e i linguaggi utili ad un webmaster), o riservarsi di approfondire una singola nicchia di mercato (ad esempio le modalità di advertising nel campo delle modalità di accesso mobile alla rete).

Le nicche, per definizione, interessano ambiti con pochi competitor, ma anche con pochi altri realmente interessati, possono fare in modo che il nostro sito divenga IL sito. Divenire “il” sito, con una crescita orizzontale, è molto più complesso e abizioso.

Non ho una risposta (non ancora) per questo mio quesito, spero in qualche contributo nei commenti!

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21 settembre, 2006

Dei Domini e di altre pene

Lavorando in rete, mi duole ammetterlo, spesso sono "costretto" a registrare valanghe di domini nel momento in cui decido di strutturare un nuovo progetto.
Molti li registro per evitare cybersquatting ma, molti altri, soprattutto in occasione di particolari eventi, li registro per sbarrare la strada a potenziali competitor, per evitare che abbiano domini ad hoc, o troppo mnemonici ecc.
Tuttavia devo dire che, le aziende che ancora vivono con un piede nel passato, e fanno incetta di domini al solo scopo di rivenderli o riciclare il traffico, spesso mi anticipano ma, in ogni caso, non essendo competitor, l'unico risultato che ottengono è quello di risparmiarmi la spesa di bloccare un dominio in più.
Nonostante questa considerazione, quando vado in cerca di un dominio al solo scopo di "contenitore" di qualcosa, senza velleità "aziendali" o comunque non orientato al lucro, mi viene uno sconforto ancor più grande nel constatare la valanga di ottimi domini che sono li, parcheggiati a far nulla. Per anni.
Per fortuna che ho molta pazienza, e so che prima o poi... ci si stanca di rinnovare.
Quando ero alla ricerca di miocognome.ext, (6 anni fa) dovetti ripiegare su un .net, perchè nel .it c'era uno pseudo sito vetrina, e nel .com una "cima" di pseudo imprenditore che sperava di vendere a 80 mila lire (si c'erano le lire) un account di posta con tuonome@dominio.com. Ho solo dovuto pazientare. Lo pseudo imprenditore ha ceduto per primo, ed ho preso il .com, l'azienda (per altro di discrete dimensioni) ha dimenticato di rinnovare (tanto internet a che serve?). Ecco preso anche il .it
Ho un'apposita cartella "preferiti" per queste et simili cose :-).
Ora... so la domanda spontanea qual'è. Cosa cambia quando li registro io? Semplice... prima di tutto non provo a rivendere l'invendibile. Punto secondo do sempre "nuova vita" ad un dominio di un certo tipo. A costo di realizzare un sito parallelo, con contenuti propri, pur di non svilire tutto con un redirect.

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