21 settembre, 2006

Dei Domini e di altre pene

Lavorando in rete, mi duole ammetterlo, spesso sono "costretto" a registrare valanghe di domini nel momento in cui decido di strutturare un nuovo progetto.
Molti li registro per evitare cybersquatting ma, molti altri, soprattutto in occasione di particolari eventi, li registro per sbarrare la strada a potenziali competitor, per evitare che abbiano domini ad hoc, o troppo mnemonici ecc.
Tuttavia devo dire che, le aziende che ancora vivono con un piede nel passato, e fanno incetta di domini al solo scopo di rivenderli o riciclare il traffico, spesso mi anticipano ma, in ogni caso, non essendo competitor, l'unico risultato che ottengono è quello di risparmiarmi la spesa di bloccare un dominio in più.
Nonostante questa considerazione, quando vado in cerca di un dominio al solo scopo di "contenitore" di qualcosa, senza velleità "aziendali" o comunque non orientato al lucro, mi viene uno sconforto ancor più grande nel constatare la valanga di ottimi domini che sono li, parcheggiati a far nulla. Per anni.
Per fortuna che ho molta pazienza, e so che prima o poi... ci si stanca di rinnovare.
Quando ero alla ricerca di miocognome.ext, (6 anni fa) dovetti ripiegare su un .net, perchè nel .it c'era uno pseudo sito vetrina, e nel .com una "cima" di pseudo imprenditore che sperava di vendere a 80 mila lire (si c'erano le lire) un account di posta con tuonome@dominio.com. Ho solo dovuto pazientare. Lo pseudo imprenditore ha ceduto per primo, ed ho preso il .com, l'azienda (per altro di discrete dimensioni) ha dimenticato di rinnovare (tanto internet a che serve?). Ecco preso anche il .it
Ho un'apposita cartella "preferiti" per queste et simili cose :-).
Ora... so la domanda spontanea qual'è. Cosa cambia quando li registro io? Semplice... prima di tutto non provo a rivendere l'invendibile. Punto secondo do sempre "nuova vita" ad un dominio di un certo tipo. A costo di realizzare un sito parallelo, con contenuti propri, pur di non svilire tutto con un redirect.

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