Un dominio è per sempre
Per fotruna il costo è minore. A cosa mi riferisco è presto detto. Molti privati e (peggio) molte aziende, anche di dimensioni di tutto rispetto, prese dalla voglia di soddisfare l'ego del "capo" hanno messo in piedi, in tutta fretta (spesso affidandosi al cuggggino dell'amico), un sito internet.
Generalmente le poche e ben confuse idee, sommate alla voglia di fare "tutto in casa", hanno restituito un prodotto discutibile sul piano estetico e contenutistico e, naturalmente, nessun valore aggiunto all'azienda, per non parlare dei guadagni derivanti dalla presenza sul web.
In genere, l'unico risultato di tali performance, è stato quello di far ridere di gusto qualche competitor più avveduto, e far storcere il naso a chi, il web, lo conosce davvero.
Trascorsa l'enfasi del primo momento, fatta la carta intestata con tanto di sito web, discusso in trattoria o al bar della ventata di modernità (spesso non ricordando l'indirizzo del proprio sito, o confondendo il "www" del dominio come prefisso di un indirizzo email) gli entusiasmi si smorzano, ci si dimentica del sito e... lo si lascia scadere.
Se davvero non si è fatto altro... il danno è ancora minimo. A parte la spesa (inutile) per la carta stampata.
Il guaio è che, a volte, ci si spinge oltre, segnalando a directory specializzate il proprio sito, o attivando servizi della più svariata natura. Di norma, per ciascun servizio attivato in rete, occorre inserire un indirizzo email, una username ed una password.
A cosa serve l'indirizzo email?
Quando non è esso stesso la username, consente di recuperare le password dimenticate.
Orbene... poniamo che l'azienda X abbia lasciato scadere il suo dominio. Poniamo che uno scaltro competitor (o peggio un malintenzionato) registri tale dominio, attivando una casella di posta che raccolga le email inviate a qualsivoglia indirizzo facente capo al dominio stesso.
Cosa accadrebbe? Che molto rapidamente si potrebbero chiedere le "password smarrite" usate per i vari servizi attivati dall'ex proprietario. Venendo a conoscenza delle password stesse.
E, dato che anche il più accorto degli utenti usa un numero ridotto di password per i suoi servizi... ecco che facilmente diverrebbero vulnerabili tutte le future azioni intraprese dal soggetto in rete.
E non occorre che vi spieghi il grado di rischio nel far conoscere in giro le proprie password, soprattutto a chi, di "mestiere" cerca di scovarle.
Morale della favola, meglio spendere pochi euro e non lasciar scadere i propri domini.


