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Il risveglio del cuore

E’ stata una giornata cupa, uggiosa…che mi si è presentata stamattina già dalle 5 appena ho aperto gli occhi… Mi è salito alla schiena un brivido, un fremito dolce…questo attimo può essere tutto e nulla…può svuotare l’anima, svegliare il cuore e scaldare i pensieri…

Quei pensieri che come un ritornello si ripetono regolarmente nell’istante stesso in cui fermo ogni movimento del mio corpo…è come trovarsi in un vortice di voci, persone e situazioni… è il desiderare di far correre liberamente tutto ciò che è in me, nel mio sentimento stanco… ed è anche il sentire ogni desiderio più timido spingere fino al limite, con una volontà meravigliosa…così enorme che posso sentire male al cuore… è quell’insofferenza che fa sospirare, osservare le persone, avvertire anche le più nascoste pieghe del viso in ogni loro minimo movimento…ed è ancora il riconoscersi in tutto questo, ora, mentre sono a casa e cerco di capire quanto ancora devo comprendere e quanto mistero e ombra ci sia nella mia vita…

Ascoltare le parole delle persone che mi stanno intorno, il tono della voce nel loro impeccabile e distaccato ruolo, è uno spreco senza perdono per uno stato d’animo frantumato come è il mio adesso… non ricorderò nulla quando queste voci cesseranno, perché ho voluto ascoltare solo silenzio, lo stesso che ha bloccato il tempo nella mia testa…è paura. Inevitabile paura di scoprire più di quello che il mio limitato affetto può sopportare e supportare…perché è sempre meno lo spazio che racchiude l’affetto o è sempre più pieno di silenzi voluti…

Ma pure col massimo dello sforzo e della concentrazione, ciò che ascolto entra con la velocità di un proiettile nel mio centro emotivo e lo rende impotente e senza difese…è un colpo che entra in pochi secondi e tuona come un temporale estivo…sono parole fredde, come d’addio…che preannunciano una fine troppo vicina all’inizio di questa parentesi felice…un epilogo che lentamente prende consistenza… ed è proprio in questo istante che vorrei schiacciarmi in profondità, stringere gli occhi fino a provare dolore, cercando di cancellare ogni immagine del momento e ogni vibrazione… non c’è niente da fare… è troppo grande il bisogno che ho di sprofondare ancora più giù, al riparo, sotto terra, sotto tutti e sotto questa casa…

E allora eccomi qui, ecco la mia razionalità, la necessità di riprendere controllo della mia espressione, dei muscoli del viso e delle mani…come se niente fosse stato detto…come se niente fosse successo… Sempre ricominciare. Sempre dimenticare…e questo perché nonostante tutto, nonostante le parole, un altro mondo irreale è nato nell’angolo più nascosto del mio corpo…ed è una meraviglia sapere e capire che qualcosa mi prende, mi scuote ed entra fino al midollo dell’anima…è quell’entusiasmo che interrompe gli stati intermedi di non-volontà, non-fiducia, non-responsabilità del vivere quotidiano…una posizione in avanti nella classifica della vita, una corrente che invade completamente…

Sono momenti in cui niente ha un limite, in cui io non ho limiti…non ci sono domande, solo adrenalina da inspirare e conservare nel naso, nel cuore, fino giù nelle dita dei piedi… guardare ogni cosa con occhi diversi, amare anche ciò che fa più male, osservare gli altri con tenerezza dimenticando qualsiasi avvenimento…essere leggera, salire lentamente in superficie…per poi essere colpita da una luce violenta…
E dopo giorni di sensazioni ovattate, i miei contorni riprendono forma, la mente si risveglia, niente è più in penombra, tutto ha un ruolo ben definito…

E’ pura follia che è entrata prepotentemente, fortunatamente, nella mia testa…è un annuncio pubblico all’esigenza di una rottura degli anelli di una catena che mi tiene legata fino dalla nascita…che mi fa sempre dire di sì, che mi sommerge di doveri senza che nessuno si preoccupi mai di ciò che voglio realmente…
Si può fare. Una vita senza più finzione…nuova… un andare contro alla passività, alla mancanza di entusiasmo che mi ha bloccato per anni con stimoli regolati al minimo….
Ma quest’attimo di luce viene lentamente offuscato dal grigio contrasto tra desiderio e realtà…che mi catapulta in mezzo a persone finte che recitano la parte di eterni commedianti della vita…e tra loro…anche io… Sorrisi irreali…parole irreali…irreale ogni gesto…addirittura anche gli abiti…ognuno col proprio diritto di coltivare particolari gusti entusiasmanti e dolci…con la certezza calcolata che nessuno possa sparargli addosso… Sono combattuta tra imbarazzo e inizio di soffocamento e incoscienza infantile, dispiacere e rabbia…con la sensazione di cadere sempre più in uno strapiombo che mi allontana da voci, relazioni e sguardi…

E’ un’idea disperata di chi vuole difendersi dalla notte del vivere, di chi si traveste per ingannare la propria paura, di chi ha bisogno di tutto questo per nascondersi la realtà…per mascherare la verità, che è un ennesimo colpo al cuore…per nascondersi dalle parole che, se ascoltate, fanno pensare e, se troppo sentite, fanno paura…
Credere o non credere, convincersi del contrario, elaborare una linea parallela… potrebbe essere un modo per comprendere, per capire chi o cosa può sconvolgere un equilibrio naturale, una legge più grande di me… qual è quella forza che permette alle persone di deplorare o liberare, di condannare oppure assolvere???
Io non giudico e non condanno…non riesco a pensare a niente, a fare niente…
Forse è solo la stanchezza che mi prende alla fine di questi giorni…un rendermi conto che ormai tutto è arte di sopportazione, di accettare una circostanza che è cresciuta, costantemente con me e dalla quale non riesco o non voglio per paura, a liberarmi…una situazione che spacca in due stomaco, testa, cuore….


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