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Amare senza costituire un pericolo per gli altri

A San Valentino impariamo ad amare senza costituire pericolo per gli altri nè per noi stessi

Omraam Mikhael Aivanhov
(da: 'Regole d'oro per la vita quotidiana' - ed. Prosveta)

Quando amate qualcuno, invece di aggrapparvi egoisticamente a quella persona, pensate a unirla al Cielo, a unirla alla Sorgente inesauribile della vita, affinché vi si possa continuamente dissetare e rigenerare. Nulla è più importante del saper amare. Se volete la gioia e l'evoluzione dell'essere che amate, fate attenzione a non pensare troppo a voi stesso; lo trascinereste nei livelli inferiori dei vostri desideri e della vostra cupidigia. Amare non significa attirare a sé un essere, ma al contrario cercare di superare se stessi desiderando di farne qualcosa di grande, e non c'è nulla di più grande che creargli un legame con la Sorgente.

Avvicinatevi alla persona che amate, prendetela fra le braccia e proiettatela verso il Cielo, create per essa un'unione con la Madre Divina o col Padre Celeste… E se anche non siete in rapporto di confidenza tale da poterla prendere fra le vostre braccia, cercate di unirla col pensiero alla Sorgente della luce spirituale. Auguratele di intuire un nuovo aspetto della vita, auguratele di trovare quella pace che non aveva mai assaporato prima di allora. Fate in modo che il vostro amore contribuisca sempre all'evoluzione degli esseri che amate.

Amare senza costituire un pericolo per noi stessi

L'amore è una forza che tende a rendervi simili a coloro che amate, Se amate un essere egoista, volgare,disonesto e cattivo, a poco a poco le sue debolezze si insedieranno in voi e finirete per assomigliargli. Se invece vi concentrate sul Signore, se Lo amate con la consapevolezza che Egli è l'immensità, che è un oceano di luce e di vita, a poco a poco la vostra coscienza si espanderà, si illuminerà e la vita divina comincerà a fluire in voi. Fate quindi attenzione a chi amate. Si può ovviamente amare tutti gli esseri umani, anzi, li si deve amare, ma non per adeguarvi alle loro debolezze, dovete prima di ogni altra cosa amare il Signore. Chi ama il Signore, può amare chiunque, senza più temere alcun rischio. L'amore divino lo renderà più forte e lo manterrà al di sopra di ogni pericolo.

Quando un salvatore si getta in acqua per soccorrere qualcuno che sta annegando, deve farsi afferrare per i piedi; se coliu che sta affogando volesse invece afferrarlo per le braccia, il salvatore sarà obbligato a dargli un colpo per fargli perdere la conoscenza. Solo in questo modo lo potrà salvare, altrimenti annegherebbero entrambi. Fate così anche voi, conservate le vostre braccia per Dio e lasciate pure i vostri piedi per gli uomini! Non date loro tutto il vostro amore, poiché così facendo, vi perdereste con loro. Quanti amano senza discernimento, senza badare a chi, quando e come, e poi dicono che l'amore porta solo problemi. Non è vero, non è così! È la loro ignoranza in merito che porta i dispiaceri, non l'amore in sé, perché l'amore è Dio, e Dio non può portare alcun male. Per prima cosa dovete amare Dio e impregnarvi delle sue vibrazioni per poi poter amare gli altri ed aiutarli senza esporvi ad alcun pericolo. Dato il vostro legame con al Sorgente, potrete dare le vostre energie senza indebolirvi, in quanto l'acqua in voi si rinnoverà continuamente. Se invece interrompete quel legame, dato che le vostre riserve non sono eterne, sarete presto esauriti.



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