directory       contattaci     preferiti     chi siamo

 


La patagonia cilena

La Patagonia cilena è una striscia di terra lunga 2 mila chilometri e stretta tra le Ande e il mare

patagonia La Patagonia cilena è una striscia di terra lunga 2 mila chilometri e stretta tra le Ande e il mare: ghiacciai che si buttano in acqua, rocce vulcaniche e foreste verdissime offrono un paesaggio sempre mutevole, e ancora (quasi) incontaminato.

L'unica strada che percorre questa regione è la Carrettera Austral che collega Puerto Montt con Villa O'Higgins (al confine sud con l'Argentina): una pista in ghiaia fatta costruire 20 anni fa da Pinochet.

Le persone sono affabili e cordiali, e guardano ancora i turisti con quella aria mista di curiosità e di stupore, come fossimo animali rari. Niente a che vedere con le guide organizzate e con le località di villeggiatura che abbiamo trovato in Argentina: qui è tutto più casereccio, e anche l'accoglienza è più famigliare, più aperta.

Ci sono tantissime stanze affittate con la cucina, dove si finisce per preparare la cena tutti insieme, realizzando un vero melting pot di lingue e di ricette.

Si viaggia in 4x4, e spesso per poter vedere tutto bisogna accontentarsi di sistemazioni di fortuna, ma il bagno caldo non è certo in cima alle nostre priorità, una volta giunti qui. La vera cosa importante è respirare a pieni polmoni e tenere gli occhi bene aperti per catturare tutti i colori, tutti i luoghi e le immagini.

Partiamo da Puerto Montt, una cittadina fondata alla fine dell'800 dai coloni tedeschi in un'ampia baia: nel pomeriggio facciamo incetta di prodotti di artigianato, a cena mangiamo zuppe di pesce, salmone e crostacei a volontà, pernottiamo in uno dei tanti hotel con un bellissimo panorama sul fiordo. OK, siamo pronti e ritemprati a sufficienza per affrontare la Ruta 7, coma chiamano gli indigeni la Carrettera.

La prima tappa è il Parco Nazionale Alerce Andino, un bosco nel quale, se siete dei cultori, potrete sbizzarrirvi a conoscere e ri-conoscere centinaia di specie vegetali ed esemplari di piante che hanno più di 3.000 anni. Ammirate e non capite? Allora tagliate corto e andate dritti alla Laguna Sargazos, un'oasi a ridosso della Cordigliera delle Ande.

Le tappe successive

Su e giù per terra e per mare, scopriamo un paese sospeso nel tempo. E poi è dura ritornare con i piedi per terra!
Proseguiamo ancora un poco, alla volta di Puyuhuapi, un villaggio di 500 abitanti con una drogheria che fa anche da guardia medica, un telefono pubblico, insomma, uno di quei posti che ci lasciano stupiti.

Ormai è tardi, ma domani non possiamo mancare al nostro appuntamento con lo shopping in un laboratorio dove si producono tappeti colorati con disegni con motivi indigeni.
Pernottiamo al Thermas de Puyuhuapi Hotel, un complesso alberghiero assurdamente moderno, dato il contesto, con una spa.

L'Hotel, per di più dominato dal ghiacciaio Ventisquero Colgante ed è circondato da foreste. Insomma, iniziamo a guardarci dubbiosi: siamo sicuri di voler abbandonare questo paradiso e per continuare il viaggio? Ma proprio, proprio sicuri?

La carne è debole e cediamo: facciamo una sosta di un giorno, relax, massaggi, talassoterapia e compere. Riprendiamo la mappa e ci si offre un'alternativa a dir poco amletica: proseguire via terra o via mare? La via di terra propone la strada che si snoda lungo il fiume Futaleufù, uno dei più temuti (e difficili) per il rafting e il kayaking. La via di mare è una crociera di 14 ore circa, che ci porterà atttraverso i fiordi alla Laguna di Sant Rafael e al monte San Valentin. Scegliamo la seconda, speriamo di non pentircene.

No non siamo pentiti, rimaniamo semplicemente a bocca aperta: il Ventisquero San Valentin (4035 m) è un'enorme muraglia di ghiaccio che si tuffa nel mare e si sgrana nell'Oceano in tantissimi iceberg. Scendiamo con un gommone per andare a zig zag tra i picchi gelati, un'esperienza da sogno.

Sbarchiamo con un sorriso ebete sulla faccia e riprendiamo la Carrettera: la meta, questa volta, è Coihaique, capitale della regione e avamposto per i pionieri e gli esploratori, immortalati in vecchi dagherrotipi, appesi sulle pareti del Cafè Historico Ricer. Lo sport locale, qui, è la pesca a mosca: potremmo provare anche noi, così possiamo assaporare le atmosfere del lago qui vicino.

Ripartiamo e lasciamo a malincuore i pesci volanti e le vecchie costruzioni da Far West. A Puerto Aisen ci imbrachiamo per l'isola di Chiloè: dopo 10 ore circa arriviamo in questa specie di Irlanda dell'altro mondo, di un verde elettrico e con le scogliere che si gettano nell'Oceano. Un luogo magico, ricco di mitilogia e leggende, che ha conservato gelosamente le sue tradizioni.

Passiamo così gli ultimi giorni del nostro tour sospesi in una dimensione del tutto particolare.



home page

home page  

indice della sezione

indice argomento





 

Personal Trainer

 
 
 
 

[home page]