25 settembre 2001

C'è ancora qualcosa che funziona sul Web?

Si torna a parlare di The Industry Standard o forse, meglio, di quanto rimane del settimanale americano.

Lunedì si sono presentati in aula per l'udienza sulla bancarotta e a quanto pare, a margine della seduta è emerso che la casa editrice IDG ha acquistato la lista controllata di nominativi in abbonamento, mentre Time Inc. per mezzo milione di dollari ha messo le mani sulla lista degli abbonati. Time Inc. (del gruppo AOL) che alcuni mesi fa aveva acquistato Business 2.0 dopo il fallimento, si è impegnata a far recapitare agli oltre 117.000 abbonati di The Industry Standard le copie del nuovo giornale nato dalla fusione di Business 2.0-eCompany Now.

Mi incuriosiscono i dati relativi agli abbonati. Sinceramente pensavo che The Industry Standard potesse averne di più di 117.000, inoltre ignoravo l'esistenza di una lista così corposa per la diffusione controllata del settimanale (si parla di 90.000 nominativi).

A quanto riportano i comunicati stampa, IDG, che ha anche acquistato la proprietà intellettuale delle opere, la tecnologia e parte degli uffici, non ha intenzione di riprendere le pubblicazioni. Ma con tutta la "spesa" che ha fatto, chi gli crede?

:::

C'è ancora qualcosa che funziona sul Web? Se lo chiede
Cio.com che, soprattutto, prova a fornire una domanda all'amletico quesito. Non aspettatevi di trovare la panacea universale per avere successo online, tuttavia ci sono alcuni case study da leggere con interesse, che partono, o forse convergono tutti sullo stesso punto: senza liquidità di cassa non si va da nessuna parte...

0 Comments:

Posta un commento

Links to this post:

Crea un link

<< Home