29 settembre 2001

Oggi piatto ricco

Non ho navigato molto, ma ho ugualmente trovato parecchie cose interessanti, soprattutto per chi "lotta" contro i motori di ricerca per il posizionamento.

Il primo articolo che ho scovato è un avvertimento (giustamente il titolo è "
Warning..." ;-) I motori di ricerca non indicizzano i siti in Flash o, meglio, non sono in grado di interpretare i files Flash presenti in una pagina. Boh, questo forse già lo sapevate già e, in generale, il testo sembra scritto dal cugino di Nielsen (a morte Flash! facciamo tutto in puro html!!) tuttavia l'esperto dispensa anche qualche buon consiglio: evitate di usare Flash per gli elementi di navigazione e non "nascondete" i vostri testi importanti in file Flash.

Personalmente non disprezzo Flash, ma devo dire che sono d'accordo con chi sostiene che, al momento attuale e visti gli esempi (cattivi) che ci sono in giro, non è il caso di utilizzare il software di Macromedia per realizzare siti di eCommerce.

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Restando nel tema del posizionamento sui motori di ricerca, mi sono imbattuta in qualche suggerimento per la creazione di pagine dinamiche ottimizzate. Inutile che vi spieghi cosa dicono, perché non ci capisco nulla di asp, php e compagnia, comunque seguite
questo link se volete darci una letta.

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Chiude i battenti un altro web giornale della New Economy americana. Questa volta tocca a Upside Today seguire le orme di The Industry Standard. La pubblicazione però, per il momento, resiste nella versione cartacea mensile, Upside Magazine. Continuano a circolare voci di crisi anche attorno a Red Herring, che attualmente vanta circa 330.000 abbonati, ma dalla dirigenza smentiscono e affermano di godere di buona salute.I motivi della crisi? Ancora una volta il calo degli introiti pubblicitari: secondo lo IAB americano, gli investimenti sono diminuiti del 7.8% nei primi due trimestri del 2001.

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Infine spazio a wireless e privacy. Ciò che mi ha colpito è senz'altro la scelta del titolo dell'articolo: "Bigger Brother in the Wireless World". Lo trovate online sul
New York Times e tratta del nuovo dilemma tra tutela della privacy dei cittadini e tutela della sicurezza pubblica attraverso il controllo delle comunicazioni per prevenire nuovi attacchi terroristici. Non mi ricordo dove, ma qualche giorno fa ho letto che la maggior parte degli americani sarebbe disposta a rinunciare alla propria privacy in cambio di maggior sicurezza. Io sono d'accordo. Forse perché (per ora :-) non ho nulla da nascondere...

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